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Assemblea Consiliare del 06 aprile 2008 Intervento di Franco Bayre |
Chiunque voglia portare in Consiglio Comunale problematiche che interessino la comunità può comunicare con Franco al seguente indirizzo
franco@demoscapoterra.org |
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Signori Consiglieri, Infatti, intende soltanto evidenziare il rispetto dovuto alle leggi e il sacrosanto principio, oggi più che mai bistrattato ed eluso, che le leggi, in quanto tali, dove vige davvero democrazia, debbano essere uguali per tutti. Puntualizzo che intendo, giustamente, garantire la privacy dei cittadini direttamente coinvolti nel caso che andrò a trattare, pertanto mi astrarrò di proposito da evidenze identitarie. E lo farò, anche e soprattutto perchè il mio, non vuole essere, in alcun modo, un attacco a qualcuno ma piuttosto ad un modus operandi amministrativo che ritengo illegale, deprecabile e dannoso per il benessere di qualsiasi comunità. Tale intenzione derivava dalla constatazione che la struttura comunale, in modo arrogante e nel contempo codardo, mi negava l’accesso agli atti in relazione ad un presunto abuso edilizio, dal sottoscritto a tempo debito denunciato, e posto in essere da privati cittadini in un centralissimo e visibilissimo sito del centro storico. Ebbene, pure stavolta, come in altra occasione, la parola Procura, a guisa dello spot del lassativo Confetto Falqui, ha sortito l’effetto sperato. Il ricorso alla Procura era già in itinere, (fonti istituzionali possono darne conferma) quando, finalmente, ho potuto disporre, comunque a termini di legge abbondantemente scaduti, degli atti richiesti. Meglio tardi che mai. Da tali atti si evince, ciò che taluni di Voi avrebbero dovuto, per dovere istituzionale necessariamente sapere, ovvero che l’abuso edilizio di cui si tratta non era ipoteticamente presunto ma concretamente reale. E purtroppo si evince, altrettanto chiaramente, che, i responsabili della struttura comunale, in conseguenza del mio esposto, non hanno ottemperato in merito nei modi e nei tempi dovuti. E si evince pure che, taluno di Voi signori dell’Esecutivo, nonostante le mie ripetute sollecitazioni e benchè ne avesse specifico dovere, in base a quanto sancito dall’art. 50 comma 1 e 2 del D.L. 267, attuando una pilatesca condotta, non si è degnato di effettuare giusta e doverosa ispezione su quanto denunciato dal sottoscritto e di porre fine ad una smaccata contravvenzione delle vigenti norme. Per dire ancora una volta pane al pane e vino al vino, parliamo di fatti, atti e misfatti: - il mio esposto risale al 10 ottobre 2007 mentre ferveva e si compiva l’abuso edilizio; - la richiesta di concessione edilizia pertinente l’immobile in questione, incredibile ma vero, è stata inoltrata ai competenti uffici comunali il 19 ottobre 2007, ovvero in data posteriore al mio esposto e addirittura quando i lavori erano già ultimati; - risulta altresì dagli atti che, il Corpo di Polizia Municipale, anzichè intervenire tempestivamente a fronte della mia denuncia si è limitato “ufficialmente”, e come suol dirsi “a babbo morto” ad un verbale posticcio risalente, altrettanto incredibile ma altrettanto vero, solo al 13 marzo scorso, (quando già v’era nell’aria lo Zeffiro della Procura) e ha ammesso testualmente che “l’opera è da considerarsi abusiva”. Di fronte a cotanto squallido lassismo, sorge spontanea una domanda che giro a Voi, Signori dell’Esecutivo, onde ottenerne doverosa, immediata ed esaustiva risposta: - Come mai, a suo tempo, è stata scovato, con chirurgica precisione e sanzionato con il sequestro, un immobile abusivo nascosto in campagna tra la macchia mediterranea di proprietà di “poveri cristi senza santi in Paradiso” e non ci si è accorti d’un abuso edilizio attuato in pieno centro storico in un trafficatissimo sito, peraltro solitamente frequentato da taluno di Voi ? - Ammesso e non concesso, in quanto i dubbi vengono sgombrati dai fatti, che tale abuso possa essere sfuggito a chi di dovere, come mai non ci si è attivati a interromperlo o a sanzionarlo neppure a seguito del mio esposto denuncia ? - A cosa è dovuta, da dove scaturisce, come viene giustificata questa deprecabile azione o meglio omissione amministrativa facente capo all’ingiusta e illegale filosofia dei “ due pesi e delle due misure “, di cui, Voi Signori dell’Esecutivo, se non siete direttamente artefici, risultate, perlomeno, vergognosamente complici ? Siete consci che, qualora non venissero da Voi prodotte doverose, adeguate ed inattaccabili giustificazioni su questo incidente di percorso, taluno potrebbe approfittarne per insinuare uno squallido mercimonio elettorale, una nauseabonda questua clientelare, o, addirittura, una Vostra manifesta incapacità di amministrare con responsabilità, equità e legalità? Intendete sciogliere le briglie al Pegaso delle Malelingue ( pur ammesso che di Malelingue si tratti e non di sacrosante verità) o preferite, saggiamente, chiarire l’equivoco o addirittura, con un rigurgito di responsabilità, ammettere e regolarizzare l’omissione amministrativa ? Qualcuno potrebbe obiettare che, questo irregolare andazzo, dal sottoscritto doverosamente denunciato, non è nato oggi ma, purtroppo per gli onesti e gli indifesi, nell’ambito della pubblica amministrazione, ha la stessa età e frequenza del cucco. Ne prendo atto con rabbia e rammarico. Ma, nuova o stantia che possa essere tale liturgia, è assolutamente deprecabile ma soprattutto illegale e ingiusta. Coloro che nel tempo hanno perpetrato queste illegalità, tutti indistintamente, sia che governino sia che abbiano governato, si assumano, se ne hanno forza ed onestà, le specifiche responsabilità. Chi ben mi conosce, altrettanto ben comprende che non è assolutamente mia intenzione colpire singoli cittadini ma piuttosto assolvere, pur con i limiti che mi riconosco, ma con impegno e responsabilità al mandato affidatomi dai miei elettori in nome e per conto di tutti, ma propri tutti, i cittadini capoterresi. Trovo curioso ma, invero, non più di tanto che, alcune dipendenti comunali, a fronte di questa mia azione ispettiva, m’abbiano chiesto: “ Franco, ma chi te lo fa fare? “. Ho risposto loro di rimando: “ Il dovere! ”. Può bastare o serve altro ? Tutti noi ben sappiamo che, in un contesto di governo democratico, la Maggioranza, a fronte del successo elettorale, ha il diritto-dovere di amministrare. Mentre diritto-dovere della Minoranza è l’azione di controllo sulla regolarità e legalità dell’attività amministrativa svolta dalla Maggioranza; Pertanto a Voi, Gruppo di Maggioranza ed Esecutivo, il compito di amministrare. Al Gruppo di Minoranza, cui appartengo, il dovere di controllare la regolarità del Vostro operato. Come Consigliere, questo ho il dovere di fare e questo, coscientemente e responsabilmente, ancora una volta, ho fatto. Nient’altro. Vi ho evidenziato una irregolarità amministrativa che avete preferito trascurare: a Voi, ora, il dovere di risolverla. E noi, come da nostro ruolo, continueremo a vigilare. Di un atto assolutamente esecrabile, giorni orsono, sono state vittime una famiglia di cittadini extracomunitari e una struttura socio-assistenziale per giovani, figli della nostra Capoterra, che patiscono un disagio esistenziale. Non intendo assolutamente soffermarmi sugli autori di tale vandalismo, perché basta e avanza la loro codarda azione per dare adeguato ed esaustivo commento sulla loro identità. Sono semplicemente dei fuorilegge che, di proposito o per ignoranza, non accettano oppure interpretano, a modo loro, le regole del vivere e del convivere civile. Sarebbe utile ed indispensabile che, noi, i cosiddetti benpensanti, più che con i pistolotti d’ordinanza, soprattutto con la concretezza dei fatti e delle azioni indicassimo loro la retta via, quella della legalità appunto, e li convincessimo, previa inversione di marcia, a percorrerla sino in fondo. Ma se i Paladini della Legge, della Equità e della Giustizia, (e noi amministratori dovremmo esserlo) sconfinano, a loro volta, fuori legge, non possono di certo godere di credibilità e tantomeno d’ascolto. Pertanto, considerato quanto ad inizio del mio intrevento ho denunciato, a taluni di Voi per convertire questi eretici dell’anarchia, resta solo un’arma da sfruttare: quella del silenzio, della riflessione , d’un contrito e sincero mea culpa. Potrà essere sicuramente il miglior concreto esempio di redenzione per quei giovani irregolari e per il loro gratuito vandalismo. Grazie per la Vostra cortese attenzione. Il Consigliere
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