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Signori Consiglieri,
quanto poc’anzi espresso dall’Assessore ai Servizi Sociali, Marco Zaccheddu, nella esposizione del Plus 2007/2009 sollecita, per amor di chiarezza e puntualità, questo mio intervento.
Di certo ricorderete che, nella precedente Assemblea Consiliare del 30.11.2007 in merito al progetto CeSIL facente riferimento al “ POR 2000/2006: inserimento e reinserimento lavorativo per gruppi svantaggiati ” , ho evidenziato una interruzione, protrattasi addirittura per un intero quadrimestre, dell’attività del Progetto CeSil.
Detta interruzione, è utile specificarlo, fu causata da omissione o ritardata presentazione della documentazione richiesta a tempo debito dalla Regione alla nostra struttura comunale.
In merito a questa mia constatazione di tale disservizio, ritengo opportuno leggerVi quanto integralmente contenuto nel verbale dell’ultimo Consiglio Comunale:
“ l’assesore Marco Zaccheddu nega l’interruzione di servizio cui fa riferimento il Consigliere Baire Francesco ed assicura che tutto è stato posto in essere da parte della struttura per soddisfare la nota di cui sopra.”.
Ipse dixit. Stasera però, l’assessore Zaccheddu, come avete potuto udire, riconosce ed ammette finalmente questa interruzione di servizio. Come mai ?
Due le ipotesi su tale assurda contraddizione:
- o l’assessore non è a conoscenza di quanto avviene nel comparto dei Servizi Sociali da lui diretti per competenza istituzionale ;
- o ha mentito, spudoratamente, per tentare di occultare goffamente un pressapochismo amministrativo assolutamente irresponsabile e deprecabile ;
In entrambi i casi, vi è una tale gravità di azioni o di omissioni che insinua , a giusta ragione, il dubbio sulla veridicità che i Servizi Sociali del Comune di Capoterra, come appena asserito dal dottor Zaccheddu, siano ottimali, di assoluta avanguardia e additati a modello di efficienza.
Sarebbe davvero curioso conoscere cosa venga inteso per ottimale, per avanguardia, per efficienza sia dall’assessore Zaccheddu sia da coloro che ne sponsorizzano siffatta affermazione di prestigio dei Servizi Sociali locali.
Su un determinato fatto, le illazioni, le supposizioni, i punti di vista possono essere molteplici, ma la verità. purtroppo o grazie al Cielo, è una ed una soltanto.
Ed è verità che nell’ambito dei nostri Servizi Sociali altri progetti, al pari del CeSIl non hanno fruito della necessaria attenzione ed ottimizzazione da parte di chi di dovere.
Vogliamo parlare del progetto personalizzato “Ritornare a casa” ( L.R. 11 maggio 2007, art. 17, comma 1.) e della nota (prot. 12182) che è stata inviata dal competente assessorato della Regione Sardegna alla nostra Amministrazione sollecitando l’urgente invio della necessaria documentazione per poter porre in essere questa ottima opportunità per nostri concittadini purtroppo affetti da infermità o disabilita che ne avevano e ne hanno assoluta ed impellente necessità ?
E’ vero o non è vero, dottor Zaccheddu, che i Servizi Sociali locali hanno ottemperato in merito non con la dovuta tempestività e solerzia ma solo a seguito della su citata sollecitazione degli Uffici Regionali ? E’ vero, eccome se è vero !
Di grazia: questi sarebbero i Servizi efficienti, puntuali addirittura eccellenti che offriamo ai nostri concittadini ?
E’ inaudito che Capoterra non possa fruire di un asilo nido comunale e che tanti nostre giovani coppie, a basso reddito, siano costrette, per inderogabili esigenze di lavoro, a fruire, per i propri figli, di strutture private che giustamente hanno ( e non possono non avere ) costi di gran lunga superiori a quelli delle strutture pubbliche ?
Ammesso e non concesso, come afferma il nostro sindaco, che gli asili nido pubblici ricadano sotto la giurisdizione della Provincia, ritengo che comunque sia precipuo dovere dell’Amministrazione locale, in primis dello stesso sindaco e della sua Giunta, sollecitare con vigore e determinazione la Provincia, la Regione, lo Stato, ognuno per la propria specifica competenza, ad attuare tempestivamente interventi risolutori per le nostre necessità primarie. O no?
E’ altresì inaudito che da questa Amministrazione non sia stato ancora intrapreso un serio programma di Edilizia Popolare e si continui imperterriti a riversare, nel classico pozzo senza fondo, cospicue risorse finanziarie destinate a canoni d’affitto per nostri concittadini indigenti che giustamente reclamano un tetto.
Pensate, signori della Maggioranza, possa essere questo “temporaneo analgesico” la migliore soluzione alla precarietà esistenziale di tanti senza-tetto ?
O non sarebbe più razionale e opportuno risolvere, seppur in parte ma gradualmente, tale problema in modo definitivo programmando la costruzione di nuovi alloggi popolari ?
Signor Sindaco, in merito al problema dell’Edilizia Popolare e a fronte del suo appunto a me diretto, mi permetto di evidenziarLe che i nostri concittadini l’hanno eletta non per sindacare, più o meno a proposito, su quello che saremo capaci di fare noi in futuro, in caso di responsabilità amministrative dirette, ma solo ed esclusivamente perché da Lei venga assicurata loro, ora e non nell’ipotetico domani, una amministrazione rispondente in pieno, sul piano della responsabilità e della fattivita, ai bisogni della nostra comunità.
Chi di voi vive nella quiete della periferia urbana probabilmente ignora o non è costretto a “subire” il quotidiano notturno pellegrinaggio di tanti nostri giovani che sempre più numerosi delegano all’ebbrezza dell’alcool o alle chimere della tossicità e del bullismo il proprio disagio esistenziale.
Addirittura, ormai da quasi un decennio, puntualmente ogni anno qualche nostro concittadino affida al suicidio la soluzione alla propria “fatica di vivere”.
E’ vero che non possono essere addebitati alla Pubblica Amministrazione locale tutti i mali che patisce la nostra comunità, ma è altresì vero che di quello che sommamente le compete questa Amministrazione è giusto che se ne occupi responsabilmente. Questo chiediamo e soprattutto chiedono i nostri concittadini.
Pertanto, ci si deve interrogare su queste tragiche realtà o è meglio far finta che tutto proceda bene?
I fatiscenti locali della ludoteca, la lillipuziana ed angusta sede del Centro Anziani sono ottimali risposte di eccellenti servizi?
I nostri concittadini sono ormai stanchi di sentirsi ripetere, in modo sfrontato, che si sta ultimando questo, si sta portando a termine quell’altro.
I fatti, ancora una volta, sanciscono che di ultimato, di fruibile, di quello che avete iniziato già nella precedente consiliatura v’è pressoché nulla. Di buone intenzioni, ahinoi, sono piene le fosse.
Penso si possa essere tutti d’accordo, credenti e laici, che ancora una volta l’istituzione ecclesiastica, anche nel nostro territorio, sopperisce, seppur con fatica, alle deficienze della Pubblica Amministrazione.
Gli Oratori del Centro storico, delle zone a mare, di Poggio dei Pini, gli impagabili volontari che vi operano, riscuotono, pur sempre con i dovuti e necessari distinguo, la fiducia di noi genitori.
Se aggiungiamo che dispersione scolastica, estrema carenza di strutture culturali e di aggregazione, vuoi nel centro storico vuoi nelle cosiddette zone residenziali, sono triste realtà di questa nostra comunità, c’è ben poca sostanza per stare allegri o pontificare su impalpabili fate morgane di ottima amministrazione.
Altro che eccellenza di servizi, vi sono urgenze non più procrastinabili e su cui è necessario attivarsi immediatamente non operando giusto per operare ma, piuttosto, operando per produrre altra operosità.
Ecco il punto nodale da risolvere se, davvero, si vuole intraprendere un serio percorso indispensabile a raggiungere appunto l’eccellenza dei servizi che l’Assessore Zaccheddu, mendacemente e sfrontatamente, contrabbanda essere già in atto.
Sarebbe ingeneroso e oltremodo falso accusare questa maggioranza e quella della precedente consiliatura di non aver attuato giuste e diverse opportunità nel campo dei servizi sociali. Riconosciamo onestamente a Cesare quel che di Cesare è.
Ma parimenti sarebbe gratuito e altresì falso il vostro perseverare nella stolta convinzione e nella subdola autocertificazione di una eccellenza di servizi sociali che invero, seppur di estrema urgenza, è persino ancora di là da essere concepita.
Grazie al cielo, possiamo perlomeno fruire dell’encomiabile e infaticabile impegno di alcune persone che operano negli uffici preposti ai Servizi Sociali.
Anime sensibili e di buona volontà che s’arrabbattano quotidianamente, facendo di necessità virtù, per tentare di ridurre all’utenza i disagi derivanti da carenze organizzative e strutturali.
Pertanto, eccezion fatta per quei pochi cronici allineati al locale regime amministrativo, ritengo che gran parte di Voi, colleghi consiglieri di giusta criticità, possiate condividere, con il sottoscritto, che la realtà inerente i servizi sociali, purtroppo per noi e soprattutto per i nostri amministrati, non ha i connotati della serenità, della efficienza, della pubblica utilità.
Occorre immediatamente, da parte di chi ne ha diretta responsabilità, un salutare e doveroso bagno d’umiltà.
E’ da essere umani sbagliare, ma è solo da persone sublimi ammettere, seppur a denti stretti, il proprio errore.
Pertanto se opterete per una giusta e salutare revisione del “miraggio dell’eccellenza” e indirizzerete sui normali e necessari binari del dialogo, della concretezza amministrativa, d’una sincera attenzione sociale la Vostra azione politica, ci adopereremo per una fattiva collaborazione e sosterremo idealmente e concretamente questo PLUS 2008/2009 ovvero il Piano Locale Unitario dei Servizi alla Persona, esprimendo il nostro voto favorevole.
Se invece, come pare, continuerete ad ostinarVi nell’assurda autocertificazione di quel che non è, allora, non perché disconosciamo la positività e la utilità di questo PLUS 2007/2009 destinato ai nostri concittadini, ma solamente perché avvallare la Vostra supponenza, la Vostra arroganza, equivarrebbe al divenire complici d’un biasimevole e dannoso modo d’amministrare, esprimeremo, stando a quanto asserito dal signor Sindaco, per la prima volta nella storia di questo Consiglio Comunale, ma comunque in piena, perfetta ed onesta coscienza il nostro voto contrario.
Può piacere o non piacere, ma siamo fatti così: piuttosto che rispettare uno stantio cerimoniale che prevede l’astensione dal voto o la fuoriuscita dall’aula consiliare in caso di dissenso, il sottoscritto preferisce la coerenza, la schiettezza, chiamare pane ciò che è pane e vino ciò che è vino. Tutto il resto fa parte d’un modo di fare politica che sinceramente non mi interessa e tantomeno mi appartiene e a cui peraltro, da uomo libero, non appartengo.
Casa Municipale 13.12.2007
Il Consigliere
Franco Bayre |
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