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Franco Bayre in consiglio comunale

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Assemblea Consiliare del 26 novembre 2009
intervento di Franco Bayre

“Siamo vincoli o sparpagliati?”

 
Chiunque voglia portare in Consiglio Comunale problematiche che interessino la comunità capoterrese può scrivere comunicare con Franco al seguente indirizzo
franco@demoscapoterra.org

Colleghi della Maggioranza,
quasi una settimana fa, in questa aula, il Vostro Sindaco, con insolita mansuetudine e toni accorati, ha invitato l’intero Consiglio Comunale ad una unità di intenti e di azioni amministrative. Di certo una lodevole iniziativa.
Peccato però che, il Vostro primo cittadino, talvolta predichi bene ma finisca, puntualmente e con ostinazione, a razzolare male, ammantandosi di tracotante arroganza in tempi di bonaccia amministrativa per poi virare a questuare altrui “buonismo” allorché trovasi costretto, suo malgrado, a navigare tempestosi mari.
Pertanto, alla luce di siffatti comportamenti, taluno di Voi, ha capacità di spiegarci quale è, o meglio, quale potrebbe essere il collante efficace ad innescare e consolidare la tanto auspicata unità di intenti tra Maggioranza e Minoranza?
In attesa d’una Vostra esaustiva e convincente risposta, che presumiamo, visti i precedenti, mai ci verrà fornita, Vi anticipiamo un nostro personale convincimento: qualsiasi coesione od empatia sociale, politica, culturale, familiare, non può assolutamente prescindere da un rigoroso rispetto delle regole e dalla conseguente assunzione delle responsabilità che, da tale rispetto, deriva.
E allora diventa consequenziale chiedersi se, nel nostro contesto, sussiste questo rigoroso rispetto delle regole, questa doverosa assunzione di responsabilità, condizione indispensabile a quella unità amministrativa sollecitata disperatamente dal Vostro borgomastro.
Chiediamo per comprendere:

  • E’ forse catalogabile come rispetto delle regole quella invereconda pantomima che da questa Maggioranza é stata posta in atto per decidere il toponimo in lingua sarda della nostra Capoterra?
  • E’ forse ascrivile a serietà amministrativa che la nostra storia, le nostre tradizioni. siano state stravolte da nebulose sentenze finalizzate, solo ed esclusivamente, a sedare l’ira del Pilide Oreste, così da non creare ulteriori “mal di pancia” alla Vostra nervosa Maggioranza?
  • E’ forse corretto che ci sia stato contrabbandato che il toponimo di cui trattiamo dovesse  risultare da un serio confronto dell’intero Consiglio Comunale é invece, nella realtà dei fatti, (come con veemenza Vi abbiamo significato, ad altarini scoperti, nella precedente assemblea), la risoluzione sia stata adottata a priori nelle secrete stanze, indirizzando poi improvvisati Azzeccagarbugli a sostenere l’insostenibile, finendo in modo vergognoso a far assurgere una sconosciuta e non meglio identificata Jolanda Cabuderra a eroina locale? Di grazia, chi era costei?
  • E’ ammissibile che il Vostro Sindaco, sebbene da noi non sollecitato in alcun modo per un parere in merito, ci abbia confessato inizialmente di essere d’accordo con il toponimo Caputerra da noi sostenuto ed infine abbia votato per quello proposto dal Pilide Oreste? A cosa può essere ascritta tale metamorfosi?
  • Sa di coerenza e correttezza che, qualche consigliere, inizialmente e sua sponte, abbia premesso, in conseguenza della propria terra d’origine, di essere digiuno di qualsivoglia nozione della parlata e della storia capoterrese e successivamente, anziché astenersi per ovvie ragioni di non conoscenza, abbia sostenuto con il proprio voto quanto prospettato dall’assessore Pili?
  • E allora diteci: equivale forse ad una bestemmia associare che questa sfilacciata Maggioranza che al Vostro primo cittadino, ad ogni pie’ sospinto, strizza gli istituzionali zebedei con l’intento di ottenere personali prebende o invereconde soddisfazioni a fanciulleschi appettiti, nel tentativo di fornire una stupida prova di forza, si sia ridotta a mettere a nudo una invereconda debolezza?

Oddio, come siete caduti in basso!
Se taluno, nella disputa sul toponimo, avesse tronfia presunzione di averci sconfitti ed annichiliti , sappia che ha soltanto maldestramente messo a nudo la propria pochezza culturale ed una vergognosa irresponsabilità amministrativa.
Noi , per l’onestà intellettuale che ci contraddistingue, saremmo i primi a dichiararci sconfitti se, la nostra debacle, dovesse avvenire per mano di una manifesta intelligenza, di una corposa e sostanziale Cultura, di una inconfutabile evidenza di atti e fatti e non, come fatto dall’assessore, su ipotesi e parvenze, pressapochismi.
Questo è tanto ma non è tutto.
Ma come può il Vostro Sindaco perorare una causa di unità e pensare che, fermi restando i nostri principi morali, noi vi possiamo aderire quando nel suo entourage vi è qualche consigliere che codardamente, forte del fatto che il pubblico in aula non ha diritto di parola, approfitta per inveire contro i cittadini, per contestare l’operosità dei loro sacerdoti, sconfinando addirittura nell’ingiuria ai capi condomini delle zone residenziali a mare, tacciandoli di lucrare a sbaffo emolumenti da mille e una notte ?
Di grazia, tali capi condomini, ammesso ma, per amor di verità, assolutamente non concesso che lucrino tanta opulenza, risultano per caso a libro paga della Pubblica Amministrazione perché noi amministratori ci si debba interessare dei loro emolumenti?
Certamente no. E allora , per dirla alla Di Pietro, che ci azzecca l’introdurre naso dove, trattandosi di ambito privato, il naso non andrebbe introdotto?
E’ bene non dimenticare che i cittadini ci hanno eletti a rappresentarli, ergo dobbiamo innanzitutto dignitosamente  rappresentarli, dobbiamo confrontarci educatamente con loro, non di certo insultarli e tantomeno inviperirci quando essi, delusi per il nostro operato amministrativo, rivolgono altrove, magari alla Istituzione Regionale la loro attenzione e le loro suppliche.
Andiamo oltre.
Con quale ardire, lo stesso consigliere di cui trattiamo, può, in modo lamentoso, affermare, (come ha affermato nella precedente assemblea)  di percepire per il proprio ruolo istituzionale la miseria di duecento euro quando è manifesto che, la Commissione Pari Opportunità che tale consigliere presiede risulta in perenne convocazione, (manco fosse una unità di crisi in un contesto di grave emergenza) per enciclopedici ed astrusi ordini del giorno e che, il medesimo consigliere altresì, fa puntuale atto di presenza in tutte quelle commissioni cui é stato nominato, nelle conferenze dei capigruppo, nelle assemblee consiliari?
E allora, tenuto conto, della incontrovertibile realtà degli accadimenti e di siffatte affermazioni, sul piano razionale, riteniamo si possano trarre solo due conclusioni:

  • o l’Amministrazione Comunale, con azione fraudolenta, non riconosce al Consigliere quanto di sua spettanza e pertanto va magari perseguita per vie legali;
  • o il Consigliere in questione, mente spudoratamente sapendo di mentire e pertanto oltre il biasimo rischia una denuncia per falso;

Di certo non spetta a noi il giudizio, ma è un nostro dovere di consiglieri di Minoranza il ruolo ispettivo e a questo, ancora una volta, non intendiamo derogare.
Pertanto informiamo chi di dovere che, qualora nell’immediato non dovessimo ottenere, in nome e per conto dei cittadini che rappresentiamo, un esaustivo chiarimento o doverose scuse, come peraltro già anticipato per correttezza tempo addietro all’Assessore al Bilancio, (dopo aver chiesto ed acquisito dalla segreteria comunale la documentazione che ci necessita), adiremo la Corte dei Conti per l’espletamento d’una necessaria e doverosa  verifica.
A fronte dei su menzionati accadimenti riteniamo possiate concordare che , allo stato attuale, è davvero impraticabile che possa albergare all’interno del Consiglio Comunale, l’unità sollecitata dal Vostro Sindaco.
Anzi, nutriamo un timore che é quasi certezza: se da parte Vostra non Vi sarà una immediata e decisa inversione di rotta, l’Unità eventualmente reperibile in quest’aula potrà essere soltanto, se taluno magari né porterà una copia, il quotidiano del vecchio Partito Comunista.
Assessore Arrais, ci permetta di rivolgerci ad Ella per la conclusione di questo nostro intervento: non abbiamo dimenticato l’invito fattoci tempo fa di cercare di volare alto.
Saggio, davvero saggio il suo consiglio ma purtroppo impossibile da attuare sino a quando questa Maggioranza avrà un turbolento volo radente pressoché prossimo allo schianto.
Se noi ci alzassimo in volo, potremmo perderVi di vista e saremmo impossibilitati a mettere a nudo, come da nostro compito istituzionale, quanto avete in dovere di realizzare ma non realizzate.
E’ umiliante volare basso, ma spesso, il dover fare di necessità virtù, giocoforza , ce lo impone. Pazienza!
Grazie per la Vostra cortese attenzione.

Il Consigliere
Franco Bayre

 

Sardegna 1658