La settimana enigmistica: trova le differenze
di Aristide Libero Mambelli
La notte di Natale, come sappiamo, c’è stato un presunto “tentativo di aggressione” rivolto a Papa Ratzinger, ad opera di una ragazza affetta da problemi mentali. “Presunto” perché non sappiamo come sarebbe andata a finire se la ragazza avesse raggiunto il Papa. Di certo si è scoperto in un secondo momento che era disarmata, e razionalmente è stato corretto e professionale l’operato del servizio di sicurezza, che la ha bloccata prima che riuscisse a raggiungere il Papa; di certo, la ragazza ha dichiarato che la sua intenzione era quella di abbracciare il Papa. Non avendo a disposizione una sfera magica, non sappiamo come sarebbe andata se la ragazza avesse raggiunto Ratzinger, non sappiamo se lo avrebbe abbracciato o lo avrebbe aggredito. Possiamo solo dire che tutto è andato come doveva andare.
Ma la memoria richiama un altro episodio del passato. Karol Wojtyla seduto in un incontro pubblico, in cima a una scalinata di fronte alla solita folla che lo attende ovunque, e una ragazza che sfuggendo al servizio d’ordine sale le scale di corsa verso di lui. Lo raggiunge e lo abbraccia, e lui abbraccia lei. La differenza è fatta da dettagli, a volte. Ecco, ho pensato che forse anche stavolta sarebbe potuta andare come allora, e che comunque non lo avremmo mai saputo, e forse non è un caso. E ho pensato che in fondo è vero che la storia non si ripete due volte, e il 25 Dicembre 2009 a Roma c’erano pur sempre una ragazza e un uomo vestito di bianco, ma non erano gli stessi del passato: era un’altra ragazza, ed era un altro uomo, che a volte ha detto o fatto qualcosa con cui noi anarchicamente non eravamo d’accordo, ma oggi un po’ ci manca.