Il nostro futuro
di Antonio Matta
Se vi capita di diventare genitori a Capoterra, fareste bene a scegliere con grande cura la scuola dove dovranno studiare i vostri figli.
Infatti seguendo le logiche imperanti di questi ultimi anni, dove i vari governi nazionali succedutisi hanno varato riforme su riforme con il risultato di ottenere una delle istruzioni pubbliche peggiori e meno efficienti d'Europa, e dove l'attuale governo Berlusconi tenta di affossare definitivamente l'idea stessa di scuola pubblica, tagliando fondi e risorse con la scusa della scarsa qualità per dirottare altrove il frutto delle nostre tasse ( per chi le paga.. ), nella nostra cittadina si è pensato bene di portarsi avanti con il lavoro, e di cominciare la demolizione della Scuola, nel senso letterale del termine, cioè partendo direttamente dalla fondamenta , dai muri, dal cemento, insomma dalla struttura fisica dei siti che ospitano i nostri figli.
Come è noto le scuole vengono ospitate in edifici cadenti e fatiscenti in quasi tutta la Sardegna, Capoterra compresa, ma quando finalmente vengono trovati i finanziamenti per costruire nuove strutture, i nostri amministratori prendono decisioni incomprensibili, al limite del masochismo.
L'esempio della Scuola di Rio San Girolamo è da manuale. Dove erigere un nuovo sito nella zona costiera raggiungibile facilmente per chi abita nelle zone a mare ? Semplice, sul letto di un fiume !!
Risultato, causa alluvione, niente più scuola materna ( per tacere del rischio corso dai bambini ) e centinaia di migliaia di euro buttati a mare insieme ai resti della mobilia.
Come se non bastasse, si decide finalmente di dotare la zona della Residenza del Sole di una scuola elementare , ( faccio notare che è la zona con la più alta natalità del paese !! ), secondo voi quante classi si sono costruite per soddisfare la richiesta della popolazione e per far completare il corso della scuola primaria che prevede cinque ( 5 ) anni di frequenza ?
4 aule.
Quattro aule per cinque anni di corso, col risultato che da quest'anno scolastico ( 2009/10 ), una prima elementare fa lezione nell'androne d'ingresso, e per il prossimo anno, se non ci saranno novità, verranno adibiti a uso scolastico, la stanza delle scope o quella dei bidelli .
E questo per parlare delle scuole nuove di zecca, una finita dentro un fiume e l'altra per pochi intimi, ma esistono anche le scuole " antiche " , quelle meno recenti.
Qui mi permetto una nota personale.
Quando la scuola di Rio fu distrutta, i bambini , tra i quali mio figlio, furono sistemati nell'ex scuola media di Via Trento, in centro.
Come già scritto, va dato atto all'amministrazione di avere trovato e sistemato in tempi brevi gli scolari dell'ex asilo di Rio , ma purtroppo bisogna aggiungere che l'impegno si è fermato li, e non nel rendere più fruibile un' ex scuola media a dei bimbi dai 3 anni in su.
Partendo dai bagni, senza spazio per contenere un rotolo di carta igienica ( che perciò finisce sul pavimento ) e spesso invasi da un tanfo insopportabile in alcune ore della giornata, puzza generata, sembra, dal reflusso dei liquami che non scorrono per una errata valutazione della pendenza dello scarico.
Un edifico senza protezione, con un cancello apribile " a spinta " che permette a chiunque di entrare e di uscire indisturbato, e con una sorta di cancelletto mai inaugurato dai tecnici del comune ma solo appoggiato agli stipiti.
Una materna dove d'inverno piove dal lucernaio e d'estate diventa un forno causa effetto - serra.
Immaginate lo sforzo d'adattamento che quotidianamente devono compiere insegnanti e soprattutto bambini per rendere accettabile la permanenza in questi locali, colpevoli solamente di aver scelto a suo tempo l'iscrizione nella scuola accanto al Rio S. Girolamo .
Questo è solo un esempio della condizione degli edifici scolastici a Capoterra, ma si potrebbe continuare per ore , parlando della situazione presente a Frutti d'Oro o a Su Loi.
Teniamo a mente il fatto che da anni si cerca di porre all'attenzione delle autorità lo stato comatoso delle scuole in paese, ma per ora non si è avuta alcuna risposta certa sugli interventi da mettere in campo per migliorare la qualità dell'istruzione pubblica.
Dirigenti scolastici, amministrazioni comunali, assessori provinciali alla domanda di risorse finanziarie, rispondono sollevando gli occhi al cielo e allargando le braccia, sempre con la solita frase : " Non ci sono quattrini ". Verrebbe da chiedersi quale maledizione debbano scontare i cittadini onesti che vedono il loro reddito falcidiato dalle tasse più elevate d'Europa ma usufruiscono di servizi degni dell'Africa subsahariana !!
Ci permettiamo di ricordare che uno stato, un comune, che non investe sui propri figli , sta già rinunciando a costruire un'idea di futuro, e una nazione che smette di credere nel proprio futuro, nelle generazioni di domani, sta già iniziando lentamente a scomparire.