Odio il linguaggio politicamente corretto.
I ciechi adesso sono “non vedenti”, i miopi “ipovedenti”.
Per gli omosessuali invece si usa l’inglese -che va sempre bene- e quindi sono gay. Le prostitute sono “operatrici del sesso” o, più recentemente, “candidate del Popolo delle libertà”.
E non si può più dire “handicappati”, non si può più dire neanche “disabili”: ora bisogna dire “diversamente abili”.
Accidenti! Ma che significa?
Siamo sicuri che tutto questo non nasconda un ipocrita buonismo, o peggio un perdurante paternalismo?
A questo punto, perché non definire gli ausiliari del traffico “diversamente vigili”, i benzinai “diversamente petrolieri” e i bancari “diversamente banchieri”? A quando il “diversamente pranzo” per parlare di uno spuntino?
Propongo, a questo punto, per Berlusconi, un opportuno “diversamente alto”, o un decoroso “diversamente Premier”.;