Un amministratore risponde alla lettera di una poggina delusa
Cosa succede a Poggio dei Pini
di Giuseppe Monni
La lettera della Sig.ra Lissia, pubblicata da questo sito, esprime un disagio comprensibile, considerato lo stato in cui si trova Poggio dei Pini. Ma contiene anche una tale quantità di inesattezze, anche gravi, che fanno venire qualche sospetto. Non vorrei che vi fosse la volontà di alzare un polverone per indebolire chi, finalmente, sta lavorando per cambiare le cose.
Con questa lettera proverò a ristabilire alcune verità.
Ma anzitutto, come ha fatto la Sig.ra, mi presento: mi chiamo Giuseppe Monni, abito fin da bambino a Poggio dei Pini e la mia famiglia è profondamente legata a questo luogo, visto che mio zio fu uno dei padri fondatori e disegnò quel primo Piano di Lottizzazione che, negli Anni Sessanta, fu considerato da riviste internazionali il più importante progetto urbanistico d’Italia.
Nei decenni successivi i vari amministratori che si sono succeduti hanno accantonato quel Piano, hanno realizzato solo in minima parte le zone servizi, e hanno pensato soprattutto a realizzare nuovi lotti, approvandoli anche in zone a rischio idrogeologico, utilizzando il ricavato delle vendite per continuare a gestire opere di urbanizzazione primaria che si sarebbero dovute cedere al Comune, e la cui gestione da parte della Cooperativa, invece, giustificava la necessità di quote, uffici, personale, clientele, e quindi piccolo potere. Questa è l’analisi, che a quanto pare la Sig.ra condivide.
A maggior ragione, quindi, la Sig.ra non dovrebbe attaccare ma anzi difendere i nuovi amministratori (tra i quali c’è anche il sottoscritto) perché i nuovi amministratori hanno invertito la rotta, e stanno andando proprio nella direzione che la Sig.ra auspica (miglioramento dei servizi, riduzione dei lotti, cessione delle opere di urbanizzazione primaria con relativo abbattimento delle quote sociali e contestuale trasformazione della Società da una Cooperativa edilizia a una Cooperativa che offra soprattutto servizi). Questo era il programma con cui la mia lista (fatta soprattutto di giovani, assolutamente estranei ai soliti clan) ha vinto le scorse elezioni, con il 75% dei consensi ed una affluenza record nella storia del Poggio. Questo è anche il Programma Aziendale Triennale che il CdA ha approvato all’unanimità (si può consultare nel sito della Cooperativa: www.poggiodeipini.com) e che attesta quali sono le strategie future della nostra Società.
Ciò dimostra che la maggioranza degli attuali amministratori non solo non fa parte della vecchia “oligarchia” che ha gestito Poggio dei Pini nei decenni passati, ma anzi rappresenta la maggioranza assoluta dei poggini, che sta perseguendo finalmente un vero cambiamento. Tutto il resto sono chiacchere o, peggio, mistificazioni.
Nei prossimi mesi il CdA discuterà del futuro urbanistico di Poggio dei Pini: lo farà con la trasparenza e la partecipazione che, al Poggio, non si sono mai viste. Invito pertanto la Sig.ra a partecipare ai vari incontri che si tengono regolarmente con i soci (finora non abbiamo avuto il piacere di vederla). Per quanto riguarda i contributi, la Sig.ra evoca cifre iperboliche ma non dice che l’aumento del 24% equivale ad un aumento medio di 12,5 euro al mese. Grazie a questa aumento, gli amministratori potranno contenere la (pur inevitabile) ottimizzazione del personale. La Sig.ra, da questo punto di vista, si comporta come tanti italiani ipocriti, che si riempiono la bocca di parole come “solidarietà”, “comunità”, etc., e poi sono pronti a licenziare padri e madri di famiglia pur di non sborsare 12,5 euro in più al mese.
Non saprei dire se la Cooperativa ha, attualmente, troppi o pochi dipendenti: quello che so è che la moralità di un amministratore si misura anche dalla sua capacità di risanare i bilanci distribuendo i sacrifici in maniera equa. Infatti, non ci siamo limitati ad aumentare i contributi (che, cedute le opere di urbanizzazione primaria, potremo riabbassare e forse addirittura abolire): riformeremo anche la gestione del personale, e abbiamo già iniziato a ridurre le spese. Certo, si deve essere consapevoli che non si può tagliare le spese e al contempo pretendere un miglioramento dei servizi! Anche in questo caso, la sig.ra parla come il tipico italiano medio. Dobbiamo prenderne atto: abbiamo vissuto per decenni al di sopra delle nostre possibilità. A questo proposito, la Sig.ra sa bene che il dissesto della lottizzazione e il deficit di bilancio sono eredità che abbiamo ricevuto dalle precedenti amministrazioni, ed è sotto gli occhi di tutti (la stessa Sig.ra lo ammette) che l’attuale CdA, in pochi mesi, ha iniziato a porre mano al risanamento, con tutte le difficoltà che si possono immaginare. Perché, allora, la Sig.ra, invece che gettare fango su chi, per la prima volta, sta avviando il cambiamento, non si rimbocca le maniche e ci aiuta? Gli obiettivi, come abbiamo visto, sono condivisi.
L’unica spiegazione, allora, è che si tratti di posizioni pretestuose. Ci sarebbero da smentire decine di altre inesattezze, contenute nella lettera della Sig.ra (ad esempio, la gestione dell’acqua non è mai passata ad Abbanoa) ma non posso tediare i lettori e pertanto la sfido, amichevolmente, ad un confronto pubblico con gli amministratori. E’ troppo facile, infatti, scrivere articoli con accuse infondate e confidare nel fatto che non si sarà smentiti: se la Sig.ra è persona democratica, accetti il confronto.
Ma c’è un ultimo punto, importantissimo, da chiarire: la Sig.ra conclude la lettera annunciando una raccolta di firme per chiedere lo scioglimento della Cooperativa. Ora, che la Cooperativa debba cambiare non v’è dubbio, e infatti la stiamo cambiando. Ma dobbiamo anche ricordare che lo scioglimento della Cooperativa, e la trasformazione del Poggio in un semplice condominio, significherebbe perdere tutto il nostro patrimonio immobiliare (oltre che storico e identitario) e spianerebbe la strada a quelle speculazioni edilizie che la Sig.ra dice di temere. La Cooperativa Poggio dei Pini, pur con tutte le sue inefficienze, ha comunque garantito, in questi decenni, un equilibrio quasi perfetto, tra edilizia e verde: sciogliere la Società sarebbe un suicidio e chi lo propone o è un ignorante o persegue -più o meno pubblicamente- altri fini, imprenditoriali o politici o entrambe le cose.
COMMENTI
mer 13 gen 17:15
Carissimi,
sono Ornella Corda e non abito a Poggio dei Pini, seppure a poche centinaia di metri dallo stesso. Leggo la lettera della Sig.ra Lissia,inorridisco ,e sì, mi rattristo.
Mi chiedo anch'io, come il Sig. Monni fa, eloquentemente e con la Sua abituale squisita cortesia, i motivi di tanta acredine ed i perché di tante contraddizioni sì evidenti.
Non critica distruttiva costruisce, ma quanto critica disfattista rende ancor più manifesto l'interesse personale sovra l'interesse ed il bisogno reale dalla Comunità tutta...!
L'essere residenti, fondatori, sostenitori da maggior o minore tempo e/o figli di....non credo sia più meritevole che l'essere nuovi/vecchi residenti ma informati e realmente partecipi.
Se, però, la partecipazione e l'impegno, comportano prese di posizione talmente esasperate da problemi personali (che pure si sono voluti sottolineare quali difetti delle Amministrazioni passate!)...non mi pare il caso di elencare presunti deficet della Nuova Amministrazione, quali responsabilità precipue di un Consiglio d'Amministrazione che è in carica da soli 6 mesi.
Ritengo, come tanti, che una vera Comunità , si basi più sulla condivisione di proposte concrete, partecipazione e dialogo, piuttosto che su critiche ed iniziative isolate di chi (cito la splendida nota "La barca" sul blog di G. Plazzotta), finge di criticare la "vecchia Flotta Ammiraglia" ma insiste e persevera nel remare contro.
Per quale comunità e quale unità d'intenti e valori, è difficile comprendere, ma facile dire "non solo remo contro, lascio che la Barca affondi". E ci mettiamo pure a bombardarla, seppur con mezzi "tanto leggeri" da risultare incosistenti.
Chiedo venia se il mio intervento dovesse urtare la sensibilità di persone sole e già tanto deluse.
Capoterra è una realtà variegata ed in quanto tale, necessita della collaborazione e del contributo di tutti, non di rasssegnazione e premeditato disfattismo.
La pretesa cultura d'appartenenza (e qui mi permetto di citare un Suo vecchio intervento sul nostro Demos, Cortese Signora) laddove non sostenuta da conoscenze e dati certi, come lei stessa insegna..pare indice di "poca sostanza" e fine a se stesso.
Non è con ulteriori frammentazioni, sia geografiche, sia politiche, sia sociali che si costruisce la Città Futura.
Ci si fornisce di dati certi e si partecipa alle Riunioni importanti, prima di scagliare le pietruzze solo affacciandosi al proprio balcone. (rif: Antonio Gramsci, la Città Futura)
Apprezzo, quantunque, il coraggio del Suo intervento anche se suona come un "J'accuse" tante volte "dejà vu", sia a Poggio, sia a Capoterra.
Ed è proprio per questo che noi di Demos invitiamo al dialogo ed alla libera espressione...Il contributo di tutti per il Bene comune, di Poggio dei Pini, come delle altre zone del territorio e della nostra terra. L'individualità di intenti quale risorsa per la costruzione di Bene comune.
Non differendo, in questo, da quanto programmato ed iniziato a realizzare dal Nuovo Consiglio dell'Amministrazione che la vede residente delusa e tanto addolorata.
Speriamo in dialoghi più pacati e propositivi e confidiamo nella Sua partecipazione.
Cordiali saluti.
Ornella Corda
mer 13 gen 18:16
Carissimi signori Monni e Corda, mi dispiace deludervi, ma non sono una speculatrice edilizia e nemmeno una persona sola, come afferma questa strana sig. Corda, bensì felicemente accoppiata e con due meravigliosi figli, oltre amici etc. se queste sono le argomentazioni con cui si risponde, passo e chiudo.
Sono pensionata della scuola e chi mi conosce, sa che non sono nè polemica nè astiosa e se ho dato questa impressione, arrivederci e grazie. Non è remare contro protestare per un provvedimento mai visto a Poggio, un aumento delle quote del 45%, ma non sono certo quelle 150 euro (per altro non trascurabili) che pagherò in più all'anno a preoccuparmi, quanto il metodo di ripianare i deficit ricorrendo alle tasche della gente. La cosa può divenire esponenziale e senza ritorno.
Ma soprattutto è la mancanza di riscontro della nostra spendita che mi preoccupa, dato lo stato dei servizi della cooperativa e il degrado che ci circonda, non tutto certo dovuto all'alluvione. La svolta di cui parla il sig. Monni e in cui anch'io ho sperato ed anche contribuito, non si è vista, a parte dei fogli di "faremo" che possono anche essere sintomo di buone intenzioni ma non hanno ancora mostrato segni. Il primo segnale è invece questo rincaro e, ripeto, contesto vivamente il metodo.
Per quanto riguarda poi le mie intenzioni di sollevare polveroni, evidentemente i sigg amministratori hanno paura! Per ora mi limiterò a chiedere il verbale dell'assemblea nella quale, come recita l'art.12 dello Statuto della cooperativa, il 10% dei soci ha chiesto l'aumento delle quote e, se questo è accaduto, rispetterò la volontà dell'assemblea.
Riguardo l'informazione su Abbanoa, mi è stata data dagli uffici. Nè è mia intenzione vedere persone licenziate, come del resto ho scritto. Ho lasciato la mia lettera all'Unione sarda perchè¨ sia pubblicata nei prossimi gg con il mio indirizzo di email e voglio confrontarmi con coloro che ritengono - e sono molti a Poggio dei Pini! - che sia giunta l'ora che diventiamo un condominio, come tutti gli altri centri residenziali.
Se mi accogerò che questa operazione è pericolosa (cosa che non credo, almeno per me, dato che non ho interessi da difendere!) può darsi che mi ricrederò. Siamo in democrazia e ciascuno di noi ha diritto di far valere il suo pensiero, anche legalmente, se necessario. Ma in questo luogo è stato sempre così, e vedo che voi non siete diversi come nuovi amministratori: quando qualcuno protesta, viene lapidato! Ebbene io ho un'età in cui non si ha paura delle minacce o degli insulti gratuiti ed ho talmente alle spalle un passato di onestà che non ho scheletri nell'armadio. Ad es. non ho mai presentato progetti per costruire bed & brekfast, come forse qualcuno sa bene.
E' meglio non svegliare il cane che dorme!
Tutte queste cose, a dispetto della sig. Corda, le dico senza livore e col sorriso sulle labbra e, soprattutto, usando la lingua italiana! Grazie dell'attenzione, se pubblicherete anche questa. Naturalmente, sono poi sempre disponibile al dialogo, non però con chi mi insulta o risulta arrogante.
Donatella Lissia
mer 13 gen 20:10
Gent.ma Prof.ssa Lissia,
non sono un'Amministratrice di Poggio dei Pini, La ringrazio.
Spiace leggere tanto livore, laddove il mio "chiedo veni alle persone che si sentono sole........"non era assolutamente rivolto alla Sua persona.
Sarà certamente "strana".....nella misura in cui non sono nè conformista, nè indifferente al futuro della nostra Città e non attenta solamente al mio orticello e alla mia parte politica.
Non sono una ragazzina e cerco, con umiltà , di "leggere" tra le righe il disagio e eventuali segnali positivi dalle persone e gruppi del territorio.
Con umiltà e riverenza,
ossequi.
Ornella Corda
mer 13 gen 23:03
Ricapitolando la lettera di denuncia: inadeguata amministrazione di Poggio dal 1993 al 2008 (15 anni), in cui la coop si è tenuta in piedi con la vendita dei lotti. 2008: alluvione, e degrado. Problema: reperire i dindini. Come fare (cit: Salvatore Zedda)?
Ipotesi A: vendita di lotti; Impossibile.
Ipotesi B: rapina in banca; Illegale.
Ipotesi C: superenalotto; Improbabile.
Ipotesi D: aumento quote; Sgradevole.
Funzionerà ? Chi lo sa? Di certo non si può sapere se saranno ben spesi, prima di averli spesi. Esistono a Capoterra altri esempi di condomini che in passato con sacrifici economici ed una corretta amministrazione si sono risollevati dal degrado in cui erano scivolati per colpa di chi li aveva male amministrati in precedenza. Difficile dire oggi se Poggio avrà la stessa buona sorte o se gli sforzi richiesti ai soci saranno insufficienti. Di certo 6 mesi appaiono pochini per qualificare un organismo appena insediato come "regime oligarchico".
Oppure, forse, avevo capito male io.
A.L.Mambelli
gio 14 gen 02:06
Anche se ovviamente ognuno pubblica dove vuole e scrive a chi meglio crede faccio presente, essendone il gestore, che curiosamente Donatella ha volutamente trascurato di inviare queste "osservazioni sulla situazione di Poggio dei Pini" ai due siti telematici che si occupano principalmente di Poggio dei Pini: il blog poggiodeipini.blogspot.com e il Portale della Cooperativa.
Quest'ultimo sito, al quale peraltro Donatella è iscritta, dispone di un FORUM di discussione utilizzabile direttamente dagli utenti registrati e all'interno del quale alcuni soci hanno già scritto a proposito del recente aumento delle quote.
Non si tratta certamente di siti che hanno enorme diffusione, come la citata Unione Sarda, ma rappresentano indiscutibilmente i punti di riferimento telematici della comunità e sono ben seguiti anche in ambito comunale.
Il Portale della Cooperativa appartiene proprio all'entita che costituisce l'argomento principale della sua lettera. Perche non rivolgersi direttamente ai destinatari delle critiche?
Per chi mi conosce è inutile che sottolinei che le argomentazioni di Donatella sarebbero state pubblicate in entrambi i siti.
Il fatto che ci si sia rivolti all'ottimo sito di Demos e un domani forse all'Unione o anche al New York Times mi fa pensare che probabilmente l'intento non era quello di sollecitare la discussione, ma piuttosto quello di "fare casino" e/o cercare una visibilità per fini che non conosco e non mi interessano ma, non essendo nato ieri, posso anche intuire. Spero, come ho detto sinceramente e direttamente alla stessa Donatella, che si sia trattato di una reazione scomposta ed eccessiva, farcita peraltro con inesattezze e distorsioni che gli altri lettori hanno prontamente corretto (aggiungerei anche Massimo Fratta su Facebook).
Curiosa poi la strategia di sciogliere la Cooperativa per poi "ricredersi" qualora ci si rendesse conto di avere sbagliato. Una vera garanzia di chiarezza di idee per i futuri firmatari della sua proposta.
Per carità , democrazia significa anche irrazionalità ed autolesionismo. A Poggio e nella valle del S. Girolamo attualmente servono molto di più innovazione e ricostruzione.
Giorgio Plazzotta
gio 14 gen 10:01
Ringrazio gli autori dei commenti per il contributo alla chiarezza, e soprattutto Giorgio, di cui condivido ogni parola. Vorrei correggere ulteriormente le affermazioni della Sig.ra Lissia: il contributo dei soci è stato aumentato del 24,5%,che non è affatto il più alto aumento nella storia della Cooperativa: al contrario, si sono visti svariate volte aumenti del 40%, del 45%, e addirittura dell'80%! (se non sbaglio, anche negli anni in cui la Sig.ra era amministratrice...) in anni insomma nei quali non c'erano neanche i problemi finanziari e le devastazioni che abbiamo trovato noi!
Quelli di allora erano aumenti ingiustificati, non quelli di adesso!
Non solo: se andiamo a controllare i dati, scopriamo che l'aumento delle quote, anche dopo il nostro ritocco, è comunque allineato alla rivalutazione monetaria, che ci siamo preoccupati di ripercorrere dal 1968 a oggi. Insomma: nessun "aumento folle". E neanche un aumento "ingiustificato", poiché, lo ricordo alla Sig.ra, siamo il primo CdA che si è trovato ad affrontare un deficit (e che deficit!) e soprattutto il disastro dell'alluvione (non ha notato che in nove mesi il precedente CdA non era stato capace di fare nulla e noi in tre mesi abbiamo rimesso a posto le strade principali?).
Chiedo poi alla Sig.ra, per dovere di onestà , di smetterla di ripetere che ci siamo limitati a mettere le mani nelle tasche dei soci (e stia attenta al reato di diffamazione a mezzo stampa): infatti, come è evidente dagli atti concreti di questo CdA, abbiamo già iniziato a fare risparmi per decine di migliaia di euro, e nei prossimi mesi verrà anche varata la riforma del personale. Insomma: la nostra strategia di risanamento è complessiva, articolata ed equilibrata: basta andare a studiarsela, invece che gridare slogan come Berlusconi (la storia del "mettere le mani in tasca agli italiani" è degna del miglior Cicchitto, Sigra, e non fa onore alla sua intelligenza).
Infine, le posso assicurare che i nostri inviti alla partecipazione non sono gli stessi di "Atzori e co.": noi non siamo ipocriti, stiamo lavorando in buona fede, e chi decide di aiutarci scopre che stiamo lavorando bene (o comunque il meglio possibile!). Ci aiuti, quindi, con proposte concrete, e metta da parte gli slogan populisti. Lei dice che evidentemente abbiamo paura: ebbene si, abbiamo paura, abbiamo paura dei soliti polveroni che, come lei sa, hanno spesso rovesciato quegli amministratori che stavano tentando di cambiare le cose.
Finché ci sarà trasparenza, noi potremo riuscire a lavorare: con i polveroni populisti, invece, noi potremo essere sepolti. E con noi ogni speranza (anche la sua, Sig.ra).
Un ultimo cenno alla questione dello scioglimento della Coop: nessuno persegue una anacronistica autonomia dal Comune; al contrario, come ho ripetuto, siamo convinti che dobbiamo cedere al Comune le opere di urbanizzazione primaria; ma le ripeto ancora una volta che sciogliere la Cooperativa significa dover cedere il nostro patromonio immobiliare, e quindi davanti a casa sua, cara Sig,ra, lei rischia di trovarsi una città mercato. A quel punto, teniamioci la autonomia strettamente necessaria a difendere quello spazio verde, o al massimo a decidere noi (non il Comune, o un privato) cosa farci. Proprio l'altro giorno leggevo i verbali di quando lei era amministratrcie, Sig.ra Lissia, e mi sembra che lei dicesse le stesse cose che sto ripetendo adesso.: non mi dirà che ha cambiato idea?
Credo di no. Io credo che lei sia stata poco informata sul nostro lavoro, e di questo, in fondo, possiamo prenderci le nostre responsabilità , io e Giorgio.
Giuseppe Monni
gio 14 gen 18:57
...è stancante questo inutile dialogo tra sordi, adesso accresciuto da approfondimenti sul mio conto, di quando ero in consiglio etc. e da minacce, veramente patetiche. Ho chiesto un civile colloquio con il Presidente della cooperativa, proprio per informarmi meglio.
Spero che me lo concederà e forse m'illuminera d'immenso!
Il polverone l'avete sollevato voi, non accettando le critiche, come sempre accade qui a Poggio, con qualsiasi amministrazione; il polverone inoltre c'è già nel malcontento generale (guardatevi in giro!) nell'accettare un aumento di quote così improvvisamente gravoso.
In quanto al supermercato davanti a casa mia, mi meraviglio che una persona chiamata ad amministrare possa ricorrere a questi ingenui metodi di convinzione ed anche di larvata minaccia.Totò direbbe : "Ma mi faccia il piacere!" Forse discutendo civilmente e con argomentazioni documentate, potreste avere credito che, vi garantisco, per aver sentito molti soci, non avete, e mi dispiace molto perché ho davvero creduto in voi. Anche in altre occasioni del resto vi siete dimostrati poco interlocutori. Non è così che si amministra e non è così che si rispetta il dissenso, che in questo modo non potrò mai trasformarsi in assenso.
Purtroppo la situazione del nostro centro è destinata ad essere conflittuale in eterno, dato che si è sempre perpetuato il metodo del "chi non mi approva è mio nemico". Così sono falliti tutti i luoghi di aggregazione, le assemblee sono deserte o quasi e la gente sta chiusa nelle proprie case senza scambi.
Vedo che anche in questo non siete diversi da chi vi ha preceduto. Ecco perché persone, come me e moltissimi altri, hanno abbandonato l'impegno ed anche l'interesse al dialogo. Continuate così, se vi rende felici.
Donatella Lissia
ven 15 gen 01:18
Dai commenti appare chiaro che la Sig.ra Lissia sia in netto svantaggio, e questo non è bello essendo solo Lei ad esporsi nel malcontento generale e al momento protestare per la presente gestione.
Sarebbe il caso che quanti ascoltati in voce dalla Signora Donatella esponessero con chiarezza le problematiche avvertite (su questo o nei blog citati dal Sig. Plazzotta), e se in grado anche eventuali e migliorative soluzioni dall'amministrazione ignorate.
Lello Corti