Dialogando con Pino Baire
di Giuseppe Pala
Giuseppe Baire, per tutti Pino, siede in Consiglio comunale dal 1997, componente del Coordinamento Regionale di Alleanza Nazionale, attuale capogruppo in Consiglio, sin da ragazzo impegnato in politica, passione ereditata dal padre con il quale lavora tuttora nell’azienda familiare. Si occupa inoltre da sempre anche di tematiche ambientali e consulenza venatoria. Con lui abbiamo affrontato diverse problematiche legate al territorio capoterrese tra cui la mancata realizzazione del Piano Urbanistico Comunale e lo sviluppo socio-politico della nostra comunità.
Consigliere Baire, siede in consiglio da tre legislature, rivestendo: nella prima il ruolo di Presidente del Consiglio, nella seconda e nella terza in minoranza, quello di capogruppo di Alleanza Nazionale, alla luce di questa lunga e consolidata esperienza, a suo giudizio come si è evoluta la classe politica capoterrese in questi ultimi vent’anni, periodo caratterizzato da forti trasformazioni nel sistema politico nazionale e isolano.
Le rispondo con somma autocritica, “evoluzione” è sinonimo di progresso, modernizzazione, sviluppo, emancipazione ecc.. e penso che in questi ultimi anni la nostra comunità non abbia assistito di certo a questa serie di eventi. Con estrema schiettezza posso assicurarle che Capoterra meriterebbe una classe dirigente di ben altro spessore politico. Manca la formazione ed un’adeguata preparazione alla gestione della “res” pubblica, sia chiaro che non risparmio nessuno, si spazia dalla destra alla sinistra.
Talvolta è rinfacciato all’opposizione in Consiglio, di essere troppo blanda e spesso compiacente nei confronti della compagine di governo, non crede che con una maggiore coesione all’interno della stessa opposizione si potrebbero ottenere risultati migliori e più pertinenti alla funzione attribuita alla minoranza, ossia quella di contrappeso all’interno di un sistema democratico?
In politica, l’opposizione è la condizione di chi, in un sistema decisionale, non è d’accordo con le tesi della maggioranza di chi decide. Il termine viene anche usato per indicare le forze politiche che non esercitano il potere esecutivo, ma alle decisioni di questo “in genere” si oppongono. La mia azione politica come componente di Minoranza è agli atti dei verbali del Consiglio Comunale che ricordo sono documenti pubblici, quindi accessibili al giudizio di tutti. Vorrei fugare inoltre qualsiasi allusione alla paventata “compiacenza”, a tal proposito quel “in genere”cui facevo prima riferimento, significa che a volte alcune progettualità (pensate per il bene generalizzato) si possono anche condividere con la Maggioranza di turno e non è d’obbligo dir sempre no.. Riconosco infine che sarebbe auspicabile una nostra maggiore compattezza e, personalmente ho sempre prodotto i miei sforzi perché questo avvenisse, ognuno è però responsabile delle sue azioni e credo ne risponda poi ai cittadini che a tempo debito emetteranno “l’ardua sentenza”.
Nel suo programma elettorale per le elezioni amministrative del 2006 ( ricordiamo che Pino Baire era candidato alla poltrona di Sindaco con la coalizione di centro destra, arrivando al ballottaggio con l’attuale Sindaco Giorgio Marongiu) mise al primo punto: < Razionalizzazione dell’apparato comunale>, è ancora convinto che per realizzare qualsiasi programma amministrativo sia richiesta un’organizzazione Burocratica comunale efficiente e basata su logiche meritocratiche e non d’interesse?
Ne sono più che certo. La macchina amministrativa non può ben funzionare se i suoi “ingranaggi” non sono perfettamente “lubrificati” e soprattutto ognuno al suo posto. Ancora oggi non si è stati capaci di impostare i giusti equilibri nella struttura amministrativa e quindi valorizzare “correttamente” le professionalità esistenti. Esistono valenze e capacità umane ancora inespresse, a volte volutamente fossilizzate. Purtroppo il sistema meritocratico resta ancora pura utopia… e non solo in politica.
Il Piano Urbanistico Comunale è il documento principe per lo sviluppo di un territorio, l’attuale centro sinistra, ha inserito in entrambi i programmi elettorali (2001,2006 ) la sua realizzazione ed attuazione, mancano circa 18 mesi alla fine della legislatura e di questo regolamento non se ne vede traccia, secondo lei quanto ritiene abbia danneggiato questo ritardo in termini di sviluppo sostenibile? Non crede che l’approvazione del P.U.C. potrebbe creare opportunità di sviluppo e rimettere in moto l’economia del nostro territorio?
È innegabile, l’incapacità e la negligenza nei due mandati amministrativi del centro-sinistra sono l’inconfutabile icona che tuttora caratterizza questa maggioranza. La realizzazione del P.U.C., dogma acclarato ancora oggi, si è rivelato invece una manifesta fallace storiella, con il fine ultimo di ingannare i cittadini per carpirne il consenso. Qualcuno alludendo all’arte di governare diceva che “Molti politici sono degli incapaci e quelli che restano sono capaci di tutto” e probabilmente non aveva torto. Credo sia finora mancata la volontà politica e, “l’oracolo” preannuncia nel suo responso divino che dovremo ancora attendere. E’ opinione diffusa che la pianificazione del territorio sia strumento indispensabile per la crescita economica e sociale di una comunità, lascio serenamente giudicare agli altri ad appannaggio di chi siano le responsabilità
Oltre al riassetto idrogeologico, indichi altri due o tre settori in cui l’amministrazione dovrebbe intervenire urgentemente da qui sino alla fine della legislatura?
Alla luce degli eventi tragici dell’ottobre 2008, il presupposto fondamentale per lo sviluppo socio economico della nostra Comunità è la sicurezza dei cittadini. In quest’ottica andranno pensate e realizzate tutte le opere future oltre ad una serie di interventi nei tessuti produttivi locali. Occorre quindi ragionare in prospettiva e si deve obbligatoriamente intervenire per il medio e lungo termine. Per il momento e nell’immediato ritengo si debba ottimizzare la funzionalità e l’efficacia di ciò che già esiste, servizi pubblici, infrastrutture atte alla mitigazione del rischio e promuovere un’adeguata pianificazione informativa di protezione civile destinata a tutta la popolazione.
Volendo fare un resoconto dell’azione politica svolta in questi suoi quattordici anni di attività, mi racconti un progetto realizzato per Capoterra e una scelta che oggi col senno di poi ritiene fosse errata?
Vorrei ricordare che il sottoscritto ha governato per poco più di tre anni su quattordici ed in quel frangente di vita amministrativa in maggioranza, ha contribuito a dettare indirizzi, impostare progettualità e reperire finanziamenti per una serie di opere ed interventi strutturali nel territorio. Cittadella sportiva, R.S.A., Piscina Comunale, P.I.P., sono solo alcuni esempi di opere delle quali si fregia l’attuale Maggioranza, ma che in realtà hanno ben altra matrice. Le scelte sbagliate? Non vi è dubbio sia stato davvero inopportuno che diverse opere importanti (lascio spazio all’immaginazione) siano state spostate dalla loro originaria allocazione (baricentrica rispetto agli insediamenti abitativi esistenti), rendendole poco fruibili alle lottizzazioni decentrate. Decisioni a mio avviso inopportune e sempre convintamene contrastate dal sottoscritto.
Tra le tante problematiche sorte a seguito degli eventi del 22 ottobre, è riemersa la classica diatriba e asimmetria nella distribuzione dei servizi tra il Centro e le varie periferie rappresentate dalle diverse Lottizzazioni, lei ritiene ancora possibile per lo sviluppo futuro del territorio che continuino ad esistere le Lottizzazioni con una propria autonomia o viceversa quest’ultime dovranno spogliarsi di tale diversità e assoggettarsi totalmente all’Amministrazione comunale?
Ho sempre sostenuto che non esistono diversità fra i cittadini ed improntato da subito la mia azione politica sull’unità e non solo fisica del territorio. Penso debba fugarsi qualsiasi velleità di “secessionismo” che alberga probabilmente, come lei ipotizza in talune persone, sarebbe un grave errore percorrere strade pseudo separatiste. Dobbiamo invece continuare a lavorare insieme per trovare quel vincolo strutturale ed identitario del quale credo, adesso più che mai abbiamo tutti bisogno.
Tra meno di due anni, si dovrà rinnovare il Consiglio Comunale, si parla con insistenza della possibilità di un terzo polo, rappresentato da liste civiche frutto del malcontento che serpeggia in diversi settori della popolazione, in particolare tra quelle residenti nelle lottizzazioni, spesso esasperate dalla mancanza di servizi o di politiche d’integrazione spesso rivolte verso il Centro storico, trova plausibile che questo terzo polo possa allargarsi ad esponenti o formazioni di centro destra e centro sinistra, magari amareggiati o delusi dell’attività di entrambi i poli?
Credo che quando un gruppo di “persone di buona volontà” si unisce in seno ad un progetto che abbia l’obiettivo di migliorare la qualità della vita di tutti, sia inconfutabilmente un fatto molto positivo ed incoraggiante, anche per il futuro della politica in generale. Si devono riacquistare quei valori fondamentali che ci accompagnano tradizionalmente in una sana società, l’onestà intellettuale, l’etica, la morale, hanno l'obbligo di trovare la naturale collocazione nelle idee e nei metodi di governo posteri. Ben vengano quindi le formazioni civiche se sono davvero espressione, non del malcontento settoriale, ma di una proposta di crescita concreta di tutte le rappresentatività del territorio. Per quanto riguarda i “delusi e amareggiati” cui lei fa riferimento, ho modo di immaginare che ci saranno “gradite” o forse “scomode” sorprese sulle scelte a venire, Montanelli affermava che: “solo i fanatici e le mummie non ondeggiano mai”
Mi tolga una curiosità, lei che appartiene ad una famiglia storica capoterrese, come si pronuncia Cabuderra o Caputerra?
Lei mi chiede come si pronuncia e non come si scrive (il problema resta il corretto toponimo), le rispondo sintetico: si pronuncia come quotidianamente sentiamo da sempre. Sfrutto il momento dei condoni ed amnistie e chiedo venia per aver colto il suo assist salvandomi in corner.
Ho capito, non vuole rispondere, comunque grazie al Consigliere Pino Baire per il prezioso tempo che ci ha dedicato.
Un sincero ringraziamento a lei per aver dato voce ad un esponente della minoranza, di questi tempi mi creda, non succede spesso.
COMMENTI
mar 2 feb 11:35
Forse sarebbe meglio se le interviste concesse a DEMOS, piuttosto che articolarsi su improbabili proclami della attuale e trascorsa attività in consiglio comunale o su passate e future alleanze, con relativa autoesaltazione dei propri meriti, consentissero ai cittadini di conoscere, concretamente, cosa intende fare l'intervistato per risolvere, o tentare di farlo, almeno uno dei tanti problemi, terra terra, che affliggono la popolazione di Capoterra.
Gianleonardo Corda