Cominciano oggi, una serie d’incontri con i vari esponenti del mondo politico, sociale e culturale della nostra cittadina. Un nuovo modo di interloquire con i cittadini, dando la possibilità a chi lo volesse di esprimere il proprio punto di vista su problematiche legate al nostro territorio. Un ulteriore elemento di arricciamento dell’opinione pubblica, verso una più diffusa politica partecipata.
Punto di vista di Franco Bayre
di Giuseppe Pala
Franco Bayre, 50 anni, capoterrese doc, siede per la prima volta tra i banchi del Consiglio Comunale capoterrese nelle file dell’opposizione. Da sempre impegnato nel sociale, autore, interprete e regista di testi teatrali, forte conoscitore degli avvenimenti e del percorso storico-politico del territorio di Capoterra, imprenditore nel settore tessile. Padre e marito esemplare. Con lui abbiamo cercato di ripercorrere questi ultimi tre anni e mezzo del secondo mandato del sindaco Marongiu, cercando di capire come è cambiata la nostra comunità, anche alla luce dell’evento calamitoso del 22 Ottobre 2008 e degli strascichi che, ancora oggi, ci portiamo appresso.
Consigliere Franco Bayre, giusto per darci un tono di solennità, di fronte a Dio e al popolo sovrano giuri di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità.
Lo giuro! E per giusto amore di verità debbo anzitutto confessare che i miei anni non sono 50 come da Ella asserito ma 57. A dire il vero sono in tanti a darmene meno di quelli reali. Comunque, le garantisco che, quello che appare al suo cospetto, è tutto natura, niente silicone o botulino. In merito alla titolarità di “marito e padre esemplare” lo trovo molto funereo e necrologico e , casomai, per ovvie ragioni sarebbe più opportuno affidarne il giudizio alla mia consorte e alle mie figlie. Prego andiamo avanti.
Cosa è cambiato nella nostra comunità dopo il 22 ottobre 2008, in particolare nel rapporto tra l’amministrazione e le zone residenziali colpite dall’evento?
Direi poco e niente. L’amministrazione, come più volte ho denunciato in Consiglio, continua ad edificare opere pubbliche in zone a rischio idrogeologico, vedasi l’erigendo anfiteatro prospiciente il cimitero. I cittadini delle zone residenziali, da par loro, continuano pubblicamente a lamentarsi di una disattenzione o scarsa attenzione da parte dell’amministrazione locale.
Quale è stata l’attività politica svolta dal consigliere Bayre in questi 42 mesi?
Questa domanda andrebbe posta ai cittadini, perché loro debbono essere i giudici dell’operato di un politico. Io posso semplicemente affermare, senza tema d’essere smentito, che, quel dialogo con i cittadini che avevo garantito in campagna elettorale, non l’ho mai interrotto. Sono stato il primo e spesso l’unico consigliere a far conoscere, tramite il web, la mia azione politica e i miei interventi nelle assemblee consiliari. Per i dettagli, le persone interessate potranno leggere il contenuto dei miei interventi e trarre le conseguenti risultanze del mio operato politico,consultando in primis il sito della associazione cui appartengo, Demos Capoterra, e nondimeno gli altri siti locali.
Spogliandosi dei panni del consigliere e vestendo quelli del semplice cittadino, come giudica l’operato della giunta Marongiu, in particolare nella capacità di creare i presupposti per uno sviluppo eco-sostenibile, rispettoso dell’ambiente ma, nel contempo, trasformando tale risorsa in una opportunità per l’economia locale?
Purtroppo, sostanzialmente, il mio giudizio è identico a quello espresso prima che assumessi l’attuale ruolo politico. Per onestà intellettuale si deve ammettere che qualcosa di positivo la giunta Marongiu, nei suoi due mandati, l’ha condotta in porto. Ma parimenti non si può disconoscere che, parte delle cose giuste attuate, sono state realizzate nel posto sbagliato o inadatto. Palazzetto, piscina, ospedaletto, lo stesso erigendo anfiteatro, giusto per citarne alcune, andavano allocate in una posizione baricentrica rispetto al centro storico e alle zone residenziali, così da far in modo che tutti i nostri concittadini, nessuno escluso, potessero fruirne a parità di condizioni e di comodità. In rapporto al fattore eco-sostenibile parlano i fatti o piuttosto i misfatti: l’impianto di compostaggio continua ad ammorbarci l’aria, la raccolta rifiuti, nonostante la buona volontà delle maestranze, ma causa inefficienza o omissioni di dirigenti altolocati, é a livelli inverecondi, lo stesso ecocentro, come a più riprese dal sottoscritto denunciato, poteva anzi doveva essere allocato magari a ridosso d’una zona già compromessa quale quella adiacente il Tecnocasic e non all’ingresso della zona storica con una viabilità, in entrata, che attenta quotidianamente l’incolumità dei cittadini.
Esistono, tra le scelte politiche compiute dall’attuale maggioranza, alcune ritenute ottimali e da lei stesso condivisibili con la stessa Maggioranza?
Ribadisco quanto affermato prima. Hanno avuto concretezza diverse positività, lo stesso comparto dei servizi sociali, seppur necessitante di ulteriori e mirate migliorie, riesce a sostenere una critica realtà socio-economica su livelli di servizio accettabili. La viabilità, soprattutto in relazione all’ambito del centro storico,invece patisce una drammatica situazione. E’ completamente assente qualsiasi indirizzo politico di aggregazione sociale tra il centro storico e le cosiddette zone residenziali. L’assenza del Piano Urbanistico Comunale, è, in negativo, il fiore (appassito) all’occhiello della giunta Marongiu.
Di tanto in tanto il suo interfacciarsi in aula consiliare, da adito a contestazioni da parte dei colleghi della Maggioranza, condizione che lo fa trovare spesso solo ed isolato. Secondo lei è invidia per la sua capacità dialettica o è il tentativo di imbavagliare un’opposizione scomoda?
Le confesso che le contestazioni nei miei confronti da parte dei colleghi della Maggioranza a me servono da termometro per il mio operato, ovvero (mi si perdoni la scurrilità) più lor signori s’incazzano e più ho certezza d’aver colpito nel segno. Per quanto concerne l’invidia per la mia dialettica che dire? Il mio eloquio non è assolutamente una gratuita concessione dello Spirito Santo ma derivazione d’un mio costante appetito culturale. E la cultura, non si acquisisce tramite “accozzi” o raccomandazioni ma, come ammoniva il sommo Dante, nel seguir virtute et conoscenza. Pertanto sarebbe più razionale sostituire ad un eventuale sentimento d’invidia una sana competizione culturale.
Non è un’anomalia che lei sieda tra le fila dell’opposizione, pur appartenendo politicamente all’area del centro-sinistra?
Ho diritto ad una domanda di riserva? Il suo diniego m’impone comunque una risposta e le risponderò. Posso affermare, e ancora una volta senza tema d’essere smentito, che, sin dall’inizio della mia avventura nell’amministrazione locale, schiettezza e coerenza sono state la bussola del mio incedere politico. Ho detto di essere democratico e mi sono impegnato a dimostrarlo con conseguenti fatti. Altri si son professati democratici e d’una distorta democrazia ne hanno fatto un colluttorio di comodo, giusto per sciacquarsi la bocca. Io, pur non avendo mai avuto una tessera di partito, ho aderito all’ambito del centro sinistra perché cittadini di quell’area mi avevano sollecitato una disponibilità per una candidatura a sindaco. Il tutto doveva passare al vaglio delle Primarie. Qualcuno, in modo arrogante e pavido, ci ha negato questo confronto. E allora: sono io che mi sono allontanato dal centro sinistra o piuttosto il centro sinistra che si è allontanato da me, dalla mia coerenza e nondimeno dai percorsi della vera democrazia? Ho accettato la candidatura a sindaco proponendo e volendo concretizzare un modello amministrativo diverso da quello sino a quel momento attuato dal sindaco Marongiu. Potevo finire nella sua alcova? Di certo no. Meglio solo che saltimbanco.
Rispetto al suo elettorato (ricordiamo che Franco Bayre era candidato alla poltrona di Sindaco con una coalizione di quattro liste, con le quali ha ottenuto 1667 voti) ritiene di avere la coscienza a posto, ossia di avere, in questi oltre tre anni, esercitato il mandato ricevuto dai cittadini in modo leale senza mai abbassarsi a compromessi “di bassa bottega” e sempre in trasparenza?
Finalmente la possibilità di una risposta telegrafica: assolutamente sì. E sfido chiunque a dimostrare il contrario.
Racconti un sogno o un progetto che vorrebbe realizzare per Capoterra, un modo per poter dire un domani: questo l’ho realizzato io.
A mio parere, in virtù del ruolo, un politico non deve avere un progetto personale ma collettivo. Coltivo una speranza: di poter dirigere un orchestra ben affiatata composta da tutti i cittadini, senza discernimento di fede politica ,o di appartenenza logistica (centro storico e zone residenziali per me pari sono e tali dovrebbero essere nel sentire politico) ognuno con il proprio ruolo e la propria capacità, sintonizzata esclusivamente sul bene comune per far sentire chiara, nitida e forte la melodia di una democrazia davvero partecipata. E magari poter dire: questo mio sogno l’ho potuto realizzare solo grazie a tutti voi.
Tra circa 18 mesi (salvo incidenti o dimissioni anticipate) si ritorna alle urne. Vedremo ancora Franco Bayre candidato?
E’ l’unica domanda cui non posso darle diretta risposta. Ella ricorderà che sono stato candidato a Sindaco perché, fatto più unico che raro nel contesto politico, tanti nostri concittadini, con una raccolta di firme motivate, mi hanno sollecitato ad accettare tale candidatura. Fare politica, quella vera e autentica, ritengo sia un dovere civico cui nessun cittadino che, si ritenga tale, possa o debba sottrarsi se la sua comunità di appartenenza lo sollecita in tal senso. Pertanto in presenza di un futuro progetto politico valido e di un nutrito gruppo di persone che intendano davvero attuarlo, non solo posso ma debbo garantire una mia responsabile disponibilità. In caso contrario, con assoluta serenità e disincanto, tornerò a tempo pieno al calore dei miei affetti, ai miei impegni professionali, culturali e sociali e nondimeno alla mia passione teatrale: meglio far ridere che procurar pianto o no? Anche perché far ridere, checché se ne pensi, è di gran lunga più difficile che far piangere e pertanto più entusiasmante ed appagante.
Mi tolga una curiosità, come si pronuncia Cabuderra o Caputerra?
Il Consiglio comunale ha sancito: Cabuderra. Il Consiglio comunale, nel proprio territorio, é sovrano. Ma sovrano non significa che ha giusta cultura e la verità in tasca. Ed in merito alla cultura, le ribadisco un mio umile pensiero: “meglio essere colti che colti sul fatto”. A buon intenditor, giuste parole! Grazie per la sua cortese attenzione.
Grazie a lei Consigliere per la sua disponibilità