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28 feb 2010

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  Capoterra Oggi

Dialogando con Carla Cancellieri
di Giuseppe Pala

CarlaCarla Cancellieri, sposata, Madre di due figli, per due legislature 2002/2005 – 2006/2009 “Commissaria” Pari Opportunità Regione Sardegna nomina del Consiglio Regionale – PSI, amministratrice del condominio Su Spantu III, da sempre impegnata nel sociale facendosi spesso paladino delle problematiche delle Donne.
Signora Cancellieri, lei sia da responsabile del condominio che da semplice cittadina, si è sempre battuta per le problematiche presenti nelle lottizzazioni, ricordiamo brevemente le sue iniziative più importanti, tra cui quella per la realizzazione della rotatoria in loc. Su Loi? Mi sono sempre battuta prima ancora di diventare amministratore del Condominio da semplice cittadina residente dal lontano 1975. Ma non solo per la rotonda! Prima ancora per una nuova scuola materna, sino a vent'anni fa l'unica esistente nel territorio era quella delle suore di Frutti d'oro.
Poi per la scuola elementare in loc. Su Loi per anni in uno stato di completo abbandono (direzione didattica a Sarroch, ma plesso ricadente nel Comune di Capoterra) ricordo la raccolta di firme  che facemmo con altre amiche,  per avere una strada percorribile dalla statale sino alla scuola, durante le piogge era praticamente impossibile percorrerla a piedi. Poi per lo scuolabus. Chiedemmo, infatti, che i “pulmini gialli con la scritta scuolabus ” fossero dirottati a Su Loi e a Frutti D'oro proprio perché dovevano percorrere e attraversare la pericolosa s.s.195.
Quindi la fatidica messa in sicurezza della s.s. 195. Ricordate il movimento “L'altra metà del Cielo”?
Si dice con  insistenza che alcune infrastrutture e servizi oggi appartenenti alle lottizzazioni possano essere ceduti al comune; lei che amministra una lottizzazione, ipotizza per il futuro che possano ancora esistere queste realtà con una propria autonomia? O invece ritiene preferibile il modello “Residenza del Poggio”?Non conosco il modello Residenza del Poggio, comunque ritengo l'argomento infrastrutture sicuramente spinoso, che va affrontato partendo dalla nascita delle lottizzazioni....
In questi ultimi anni, la Giunta capoterrese ha speso ingenti risorse per la realizzazione di nuovi centri di aggregazione sociale, realizzati prevalentemente nel centro storico, politica spesso criticata dalla stessa maggioranza, non crede che in questo modo si rallenti il processo di aggregazione dei diversi gruppi sociali presenti nel nostro territorio? Credo che il motore d’integrazione tra centro storico e periferie siano i giovani quindi priorità a scuole e sport.
L’amministrazione si vanta di destinare una quota altissima di risorse per i servizi sociali, ritiene questa politica adeguata alle reali esigenze dei cittadini oppure esistono sacche di povertà nella nostra comunità, magari nascoste dietro un discreto senso di umiltà delle stesse persone?Esistono eccome sacche di povertà, nascoste. Non so se proprio Capoterra  si possa vantare della propria politica nel sociale. Tenga presente che, mentre tutti i comuni si stanno lamentando, l'attuale governo regionale ha tagliato parecchi fondi agli enti locali, a discapito degli utenti. Basti pensare alla legge n°162 che da quest'anno è stata decurtata.
L’attuale Giunta è in carica da circa nove anni, se dovesse dare un giudizio sulle varie opere realizzate, su quali si sentirebbe di esprimersi in positivo e viceversa in quale caso darebbe un parere negativo? Non vorrei analizzare solo questo periodo, Capoterra, infatti, non è nata nove anni fa. Partiamo dalla sua nascita e la sua espansione a macchia di leopardo.
Ironicamente, diciamo che il mondo si sta evolvendo così in fretta che bisogna stare al passo con i tempi, Capoterra compresa.
Io credo che oggi stiamo affrontando la peggiore crisi economica, e la nostra comunità non penso sia immune da questo problema.
Comunque il mio parere positivo è l'apertura “in sordina” della Residenza Sanitaria Assistita, mentre quello negativo è sicuramente riferito all'emergenza alluvione.
Lei è una delle poche persone che seguono i lavori consiliari, è mai capitato di percepire una manifestata insofferenza da parte della classe politica nei confronti del pubblico presente?Mah! Insofferenza? Non so se sia il termine giusto, parlerei eventualmente di disturbo.
Se i Consigli Comunali, ogni tanto così come in altre realtà vicine come Monserrato, Sinnai, Assemini, fossero aperti alle istanze dei cittadini, si chiama question- time?
Sempre con maggiore intensità, si vocifera che a Capoterra stia cambiando il modo di fare politica, si sta affermando una rete di associazioni, movimenti, blog, le stesse lottizzazioni ognuna con le proprie problematiche, a suo parere in che modo si può contribuire ulteriormente alla vita politica con lo scopo di procurare ai cittadini quel benessere tanto desiderato?  Veramente non è solo a Capoterra che sta cambiando il modo di fare politica.
Il cittadino non crede più nei partiti tradizionali, luoghi di discussione della base per accogliere istanze e proposte. Oggi i partiti sono luoghi di potere, contenitori di correnti, mozioni, tessere.....
E' importante invece conoscere e stare in contatto con la gente, indirizzarci verso lo strumento della democrazia partecipata.
Lei insieme con un folto gruppo di persone, appartiene ad un movimento sorto quest’anno (Capoterra: solidarietà-pari dignità) ideato con l’intento di cambiare il modo di fare politica nel territorio di Capoterra, utilizzando come modello fondante il valore della solidarietà che abbiamo riscoperto i giorni successivi al 22 ottobre, tutte queste nobili intenzioni alla fine come saranno interpretate dalla gente? Come una delle tante liste civiche sorte nel tempo nelle lottizzazioni?
Noi non vogliamo cambiare niente, è la gente che lo sta chiedendo. Mi ricollego a quando detto in precedenza, oggi più che mai c’è bisogno di partecipazione da parte della popolazione.
Leggendo l’ultimo rapporto sulle Pari Opportunità nel mondo, l’Italia risulta fanalino di coda dell’Europa per le pari opportunità, facendo tesoro della sua esperienza nelle varie CPO, quanto è difficile oggi esercitare l’attività politica per una Donna a Capoterra, in una comunità tradizionalmente chiusa e maschilista?Ritengo sia solo apparentemente maschilista. Capoterra, dista oltre 15 Km da Cagliari, ha circa 25000 abitanti, possiede un territorio  vasto e meraviglioso  tra stagno, mare e montagna.
Lo definisco ironicamente  multirazziale, ma sarebbe più giusto definirlo eterogeneo, visto l'incremento demografico dovuto alla mobilità da altri territori come: Cagliari, Quartu, Selargius, dalla provincia di Nuoro, Sassari ecc. ecc. Capoterra perchè si tinge di rosa?
La CRPO di cui ho fatto parte per ben due legislature, nella sua storia vanta la rappresentanza di diverse commissarie di Capoterra, anche con incarichi di prestigio come presidente, (Vicini Colombo) e V. Presidente (Soi). L'attuale preside dell'ITIS Atzeni di Capoterra, (A. Testone) è stata una commissaria della CRPO.
Il mandato 2006/2009 per la CRPO si chiude con una nota positiva per Capoterra.
Ragioniamo su settori strategici per una comunità: trasporti, scuola e cultura, a livello provinciale abbiamo un’Assessora ai trasporti (V. Baire), viste le difficoltà che le lavoratrici hanno per raggiungere sia il luogo di lavoro che i servizi del capoluogo auspico quanto prima  che ci sia  un accordo con la regione  per il miglioramento del trasporto pubblico come da richiesta della cittadinanza nel piano strategico 2006 (es consorzio pubblico-privato per la gestione integrata come da decreto Prodi); pensiline, biglietto unico orario, incentivazione all’uso dei mezzi pubblici ecc. ecc.).
A livello regionale abbiamo un’Assessora alla Cultura e all’Istruzione (L. Baire).
Capoterra nonostante  la sua vastità è priva  di un teatro,  e  per  le attività teatrali si usano come spazi  le sale degli  oratori parrocchiali oppure  le chiese.
Ma soprattutto deve porre la  sua attenzione  a una scuola  materna (S. Girolamo)  che non sarà più utilizzata; tra l'altro non esiste un asilo nido, eppure nel territorio non mancano le  lavoratrici!!!
Si dovrebbe investire di più nelle scuole primarie e secondarie, dovrebbero rappresentare il motore d'integrazione tra i giovani del centro storico e quelli delle periferie (lottizzazioni costiere) ma ancora dopo  circa 40  anni l'unico modo per sentire  parlare di Capoterra è stata l'alluvione del 22 ottobre.
Auspico un in bocca al lupo alle assessore, e anche per noi cittadine di Capoterra.
Non pensa che sia un paradosso lo stretto legame esistente a Capoterra tra mondo politico e CPO? Non sarebbe più democratico se le varie consigliere paritarie fossero nominate non dai partiti ma dalle stesse Donne al fine di conseguire una completa autonomia?Prendo spunto dal discorso che ho tenuto in occasione della fine del mandato di Commissaria P.O. svoltosi in Consiglio regionale nell’Aprile 2009. In quella occasione, mi soffermai sulla Legge n°39 del 1989 istitutiva della commissione Pari opportunità che prevedeva: la promozione di uno spazio democratico, aperto all’ascolto e al confronto su specifiche problematiche, rappresenta un importante obiettivo da perseguire al fine di individuare tutte le forme di discriminazione (dirette o indirette), esistenti nei confronti delle donne.
Ricordiamo che gli obiettivi principali sono: proporre azioni e progetti con la finalità di rimuovere le disparità (nella vita familiare e nella formazione e nei periodi di mobilità dal lavoro), di favorire la diversificazione delle scelte professionali delle donne (attraverso iniziative di orientamento e formazione), far emergere eventuali casi di molestie sessuali e/o di mobbing e/o di stalking e promuovere incontri e seminari sulle tematiche connesse alle disuguaglianze sociali e alle pari opportunità. La Commissione deve, inoltre, proporre per coinvolgere attivamente i soggetti interessati a collaborare su specifici progetti, al fine di attuare iniziative che rispondono effettivamente ai bisogni di coloro che studiano o lavorano che sono parte attiva nella società. Su questa base, il percorso alle pari opportunità è inteso come un processo dinamico e creativo, in grado di stimolare un movimento di idee, di proposte e di azioni. Le vecchie e le nuove disuguaglianze non devono passare inosservate e, a questo fine, è importante creare un ambito di progettazione comune.
Per quanto riguarda l’autonomia operativa, le ricordo che la Crpo è eletta dal Consiglio Regionale e rimane in carica tre anni così come previsto dalla Legge, ma sarebbe più ragionevole che, i tempi della sua durata coincidessero con quelli della legislatura consiliare. In passato, le varie commissioni si sono distinte per la realizzazione di diverse iniziative di carattere culturale, scientifico, di informazione e formazione. Ma sono mancati importanti collegamenti con tutte le realtà istituzionali regionali, sono sfuggite, collaborazioni importanti con il mondo della parità di genere e si sono riscontrate difficoltà con la routine quotidiana e con i rapporti con l’informazione e la stampa.
Oggi più di ieri è necessario rivisitare la legge istitutiva della CRPO, ormai considerata obsoleta e non più adeguata al sistema politico attuale. In più regioni si è dato corso all’istituzione dell’Assessorato delle Pari Opportunità. La commissione per poter produrre deve essere messa nelle condizioni di lavorare e a tal fine credo è opportuno ripristinate tutte le normative, ordinamenti e disposizioni che coinvolgerebbero la cultura di genere. Concludo ricordando che l’art 1 comma 2 della legge Regionale 39/89 recita: < La commissione in applicazione dell’art. 3 della Costituzione opera per la rimozione degli ostacoli e di ogni forma di discriminazione diretta e indiretta nei confronti delle donne e per promuovere pari opportunità. Mi permetta l’ironia: sarebbe bello che tutto avvenisse senza norme o leggi scritte, ma che fosse espressione della stessa società in cui viviamo.
In qualità di Donna, se dovesse mandare un messaggio all’amministrazione in carica, cosa si sentirebbe di dire?
Più rispetto per tutte e per tutti!!!
Ringrazio la Signora Carla Cancellieri per il prezioso tempo che ci ha dedicato.

 

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