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9 gen 2010

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Miglioriamo la vivibilità nel centro storico
Un nuovo Corso nel 2010

di Giuseppe Pala

corso a CapoterraQuando si parla di vivibilità di una città ci vengono in mente alcuni elementi tra cui la qualità dell’aria che respiriamo, la capacità di differenziare i rifiuti o di decongestionare il traffico, un’adeguata offerta di servizi pubblici al cittadino in particolare quelli relativi ai trasporti, la presenza di piste ciclabili e non ultima l’assenza di barriere architettoniche che spesso creano una vera e propria segregazione spaziale a determinate categorie di persone.
La mancanza di uno scivolo, un’area sosta riservata ai portatori di handicap, situata in posti inadeguati ( in discesa o attaccata al muro ) spesso rendono la vita ulteriormente difficile a chi quotidianamente deve combattere una guerra contro le barriere architettoniche e mentali.
Chi abitualmente transita a Capoterra nel Corso Gramsci, nel tratto che va dall’incrocio con la Via Cagliari e Via Regina Margherita, si accorge che a causa della mancanza del marciapiede e alla presenza delle auto parcheggiate a ridosso del muro, quel tratto di strada è interdetto a diverse categorie di persone. Le mamme che la percorrono spingendo il passeggino con dentro il proprio bambino, si vedono spesso costrette a dove fare la gincana tra le auto in sosta e quelle che sfrecciano nel Corso mettendo a repentaglio la propria vita e in particolare quella del proprio bambino (si spera sempre nella clemenza degli automobilisti e in particolare nella buona sorte).
Situazione ancora più drammatica per coloro diversamente abili, costretti, a vivere la propria esistenza sopra di una carrozzina, per loro è praticamente impossibile transitare in quel tratto di strada a causa della presenza nel lato destro delle auto in sosta. Una situazione paradossale che richiederebbe un semplice divieto di sosta o di transito per ridare a tutti i cittadini il diritto di riappropriarsi del Corso Gramsci.
Mi è capitato raramente, seguendo le assemblee comunali, di sentire interventi indirizzati ad una politica di abbattimento delle barriere architettoniche ancora presenti nel centro storico, di cui le auto in sosta nel Corso Gramsci ne rappresentano l’emblema delle barriere stesse. Pur essendoci una normativa a favore di questa categoria di persone abbastanza copiosa è pressoché nulla la sensibilità nei confronti dei disabili, da parte di chi è chiamato ad amministrare.
Ha fatto notare il Consigliere di minoranza Franco Bayre, durante un Consiglio comunale, che si potrebbe utilizzare il deposito comunale presente sotto la piazza Liori, per creare un parcheggio a tempo o a pagamento, in modo tale da liberare il centro storico dalle auto parcheggiate e supportare l’area commerciale intorno alla piazza di un’ulteriore forza trainante rappresentata dai parcheggi.
Tutte le cittadine italiane, hanno un proprio centro storico con il proprio Corso, interdetto alla circolazione delle auto, in cui transitano solo i mezzi elettrici e le biciclette, una via più rappresentativa, in cui il passato è in connubio con i valori attuali di quella comunità; dalla strada principale che sta sempre nel centro storico, comprendi quanto la stessa collettività ha a cuore i propri valori: il rispetto dell’ambiente, la salvaguardia della memoria tramite la cura degli edifici, e in particolare lo sviluppo del benessere sociale tramite l’eliminazione di tutte le barriere che, di fatto, limitano la libertà di movimento e di esistenza per determinate categorie di persone.
Una strada che per la sua storia e la sua bellezza può essere considerata il salotto buono della città, in cui nel suo piccolo prende corpo il pluralismo culturale caratteristica essenziale per tutte le moderne democrazie, una via in cui le diverse culture s’incontrano, si confrontano e tutte insieme grazie alla loro diversità arricchiscono se stessi e la stessa comunità, quel tratto di strada che i capoterresi conoscevano col nome di: “Sa passillada caputerresa”.

 

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