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07 mar 2010

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Presentati gli intenti e le linee guida del nuovo movimento
Nasce Capoterra: solidarietà-pari dignità
Di Giuseppe Pala

Santa Lucia Hotel Lo scorso sabato, si è svolto presso l’Hotel “Santa Lucia” la presentazione del nuovo Movimento “Capoterra: solidarietà- pari dignità”, un’occasione per  conoscere questa nuova realtà sorta tra i residenti di Capoterra e per apprendere quali saranno i loro progetti futuri.
La prima cosa che balzava agli occhi, in una sala strazeppa all’inverosimile di gente, era  che in primis  la quasi totalità degl’intervenuti apparteneva alle lottizzazioni costiere, era evidente la mancanza di politici, ad eccezione  dell’irriducibile Franco Bayre che in veste di ospite seguiva diligentemente e con attenzione la presentazione. Dopo i classici riti di benvenuto  per tutti i conviviali, la serata è iniziata tracciando il percorso che aveva portato alla nascita del movimento civico, pensato all’inizio dell’anno 2008 da un gruppo di cittadini e materializzato all’indomani dei tragici eventi del 22 ottobre. Si è voluto  subito sgombrare il campo da ogni malinteso rimarcando che “Capoterra: solidarietà-pari dignità”, non è il partito degli amministratori di condominio, il fatto che all’suo interno siano presenti diversi di loro è la riprova della perdurante situazione di disagio che vivono i residenti delle zone costiere.  
A seguire si è passati alla  presentazione, partendo dal logo e dal suo significato: due braccia di colore celeste che racchiudono tutta la comunità; partendo dalle montagne, le case del centro storico, per terminare in quelle che loro stessi definiscono la periferia e non i centri residenziali, un messaggio che ha come obiettivo quello dell’integrazione da  realizzarsi per mezzo della partecipazione attiva di tutti e in pari dignità senza esclusione per  appartenenza di ceto. Nel suo intervento, la Sig.ra Maria Eugenia Pala ha rimarcato come il movimento è composto da cittadini che vogliono avere una parte attiva nella comunità, la stessa sostiene che appartenere ad un determinato territorio, significa collaborare cercando di creare nella diversità dei residenti, il valore aggiunto che in ultimo arricchisce il proprio paese dove abbiamo deciso di vivere il nostro futuro.  La stessa sostiene che dobbiamo essere pronti a misurarci con una comunità attiva, nella quale esistono tante problematiche che possono essere affrontate e risolte in modo intelligente e razionale; purtroppo oggi non sempre è così. Chi presta la propria disponibilità, lo deve fare per il benessere sociale della collettività  non per “affarismi personali” e  senza guardare il credo o colore politico, una politica che parta dal basso  in estrema sintesi una politica partecipata. Enzo Madeddu con il suo intervento ha spiegato le ragioni della nascita del movimento, lui stesso rivolgendosi alla platea di presenti, sostiene che si era sentito il bisogno di fare qualcosa di nuovo oltre la politica, creare non un partito politico, ma un movimento di persone proprio perché i partiti tradizionali ormai non sono più in grado di soddisfare i bisogni dei cittadini, quindi è necessario che la gente si riappropri  della politica e del territorio da valorizzare. C’è bisogno di capire perché la gente si allontana dalla politica, perché chi segue le sedute del Consiglio comunale va via disgustato, tutto questo in sintesi per rimarcare che Capoterra : solidarietà- pari dignità non è apolitica ma  è apartitica,  e considera il cittadino una risorsa da coinvolgere nelle decisioni politiche più importanti per la comunità quali ad es. dove realizzare una palestra o un centro di aggregazione sociale. In conclusione del suo intervento, Madeddu ha letto una mail inviata da suo figlio che per motivi di lavoro, non è potuto intervenire, ricordiamo che Madeddu junior è colui che segue il sito riconosciuto uno strumento  importante per seguire la politica del movimento. Un’ulteriore conferma di come la nuova era politica capoterrese passi attraverso il web.
A questo punto della serata è intervenuto Carlo Carcangiu, il quale ha voluto rimarcare di essere  in veste di semplice cittadino e non in quella di amministratore di condominio, nel suo intervento si è soffermato sui progetti politici, sulla qualità della vita, sulla corretta programmazione del territorio evitando che venga depredato, realizzando una più idonea erogazione dei servizi pubblici; pensiamo all’ufficio postale, ai servizi di trasporto urbani alla pulizia delle strade alla sicurezza; si è parlato di sviluppo sostenibile, è stata rimarcata la scarsa comunicazione tra amministrazione comunale e cittadini.
Quello che ha accomunato tutti i relatori, è stato la convinzione che esiste solo ed una comunità capoterrese costituita da un centro e dalle varie periferie quindi nessuna guerra campanilista. Per quanto riguarda la prossima tornata elettorale sono stati abbastanza chiari; parteciperanno con una propria lista e il candidato alla poltrona di Sindaco sarà espressione del loro movimento,  candidatura che insieme a quella di Consigliere e di Assessore sarà la stessa assemblea degli iscritti al movimento a decidere, rimarcando che tutti i candidati non dovranno trovarsi in una situazione di conflitto d’interessi.
Diversi sono stati gli interventi da parte del pubblico presente, Roberto Copparoni, ha posto l’accento sul degrado che sta soffrendo l’ambiente, secondo l’esponente ambientalista in questi ultimi anni abbiamo fatto un passo in dietro, si registra la totale indifferenza dell’opinione pubblica verso lo scempio che si sta perpetuando nel nostro  territorio, un territorio che potrebbe trasformarsi in risorsa per l’economia. Non è mancata una frecciatina per il progetto delle pale eoliche nel golfo.  Il Consigliere comunale Franco Bayre, ha evidenziato le scelte sbagliate da parte dell’Amministrazione nella realizzazione dei centri sociali, costruiti in zone non mediane e per di più creando una problematica alla circolazione stradale, in quanto per raggiungere questi siti bisogna attraversare il centro storico congestionando di fatto una già precaria viabilità interna. Bayre sostiene che oggi esistono tre macro aree insediative; le zone costiere, Poggio dei Pini ed il centro storico, si potrebbe realizzare un centro di aggregazione in loc. Fra juanni dove un tempo era presente la discarica, un modo per aggregare la comunità e riqualificare il territorio. Il consigliere si è poi soffermato sulla perdurante divisione tra i residenti del centro storico e quelli delle lottizzazioni, spesso definiti quest’ultimi: Strangiusu. Tutti gli altri interventi del pubblico vertevano su problematiche legate ai disservizi, spesso presenti in tutto il territorio tra cui ricordiamo i trasporti pubblici, la mancanza delle pensiline per l’attesa delle corriere, la mancanza delle farmacie la situazione delle strade e cosi via.
A questo punto, il moderatore dell’incontro il sig. Lissona ha dovuto porre fine ad una serata ricca di spunti per il futuro, sicuramente negli interventi e nei commenti dei convenuti era ben chiaro che nella comunità di Capoterra è in corso una trasformazione politica che non passerà attraverso i tradizionali  partiti politici ma per mezzo dei movimenti dei cittadini, all’insegna di una sincera e democratica politica partecipata.

 

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