Cagliari, Cagliari città di papponi e massoni, si dice che tutto sia controllato da le logge.
I partiti politici sarebbero velame e illusione per coloro che non sono illuminati. E magari è davvero così.
Per l’ormai scomparso Armandino “su becciu” e i suoi eredi il controllo del capo di sotto è pressoché totale, tra consorzi industriali, cliniche, porti, aeroporti, ecc.
Una cappa mista di indolenza, interessi e servilismo avvolge la città che guardo dalla finestra del mio studio, lontana dietro la duna foranea.
Quando ero giovane e mi battevo per le grandi idee della rivoluzione, più di duecento anni fa, la massoneria era una cosa seria. Ci battevamo come leoni per la Libertà, l’Uguaglianza, la Fraternità.
Bei tempi andati. I Savoia erano ancora la corte più beghina d’Europa, e allora i massoni eravamo noi: i rivoluzionari.
Poi è cambiato tutto…
Anche noi finimmo in mano ad un puffo vanitoso, anche lui psiconano.
Ora a Cagliari, ma anche a Capoterra, i massoni sono centinaia, decine di logge delle più diverse osservanze.
I personaggi che gravitano intorno alle logge sono i più diversi. C’è qualche bravo ragazzo che ci crede davvero e gli auguro di realizzare i suoi principi di crescita individuale ed umana. Poi c’è una grande massa che ne fa parte per i più diversi motivi , infondo innocui: carrierismo, promozione sociale e bonvivant. Esiste chiaramente anche una buona fetta di affaristi che con la copertura delle logge fa gli affari suoi. Questi arrivano anche molto in alto.
In fondo è andata sempre così però ai miei tempi i massoni eravamo noi, idealisti e sognatori. Oggi la massoneria è quasi folklore, innocua.
O meglio quello che è soffocante e pericoloso non è massoneria ma mafia che l’ha infiltrata.
Non la mafia diciamo originale, quella siciliana, ma quella locale sarda fatta da … buona parte della nostra classe dirigente. Una mafia sul genere di quella che appare nel recentissimo affaire Bertolaso e che è il tumore di questa bellissima e maledettissima isola.
Sos barones di oggi. Il problema sono sempre loro : sos barones.
Sarà possibile riprendere un discorso di Libertà per questa terra?
Certamente, ma solo quando nelle coscienze di molti sardi risuonerà : “procura de moderare barones sa tirannia” e non l’esigenza di affidarsi a sos meres. Per una grande fetta di sardi quasi una tara genetica, io fini fortunosamente a Parigi ma il mio fallimento è da ascrivere più che a sos barones a sos tzeraccos che li servivano.
Ieri come oggi.