La solitudine delle mamme primipare
di Silvia Matta
Di questi tempi, le mamme moderne, alle prese con la loro prima gravidanza, hanno dei fulgidi esempi davanti a loro: Angelina Jolie, Ilary Totti, Antonella Clerici. Guardi loro e pensi a te e alla tua futura creatura…. Poi torni a casa dopo aver partorito…e ti svegli (quando riesci a dormire), sola!
Perché ogni mamma primipara è sola di fronte ad una nuova vita, ma non quella del proprio pargolo, la sua.
Già, perché prima del nuovo arrivo, casomai, avevi una vita tua, il tuo lavoro (le più fortunate di questi tempi!), le tue abitudini: depilarti, andare dalla parrucchiera, leggerti un libro, tagliarti le unghie, dormire la notte, mangiare ai pasti, chiamare un’amica. Dopo è finita, devi riorganizzare la tua esistenza, le tue abitudini, i tuoi orari, la tua stessa esistenza passa in secondo piano.
C’è un periodo in cui vivi una specie di dissociazione tra anima e corpo, tra quello che ti hanno detto che devi fare per essere una brava madre e quello che provi ogni volta che ti guardi allo specchio: stanchezza, frustrazione, un corpo che non riconosci più, solitudine…
C’è solo lei, (nel mio caso) la cosa più bella che ti sia capitata, che non ha il benché minimo rispetto del tuo corpo, della tua psiche: lei dorme e mangia quando vuole, (te l’hanno detto al corso di preparazione al parto che i neonati vanno allattati a richiesta) e se non è serena, ha mal di pancia, è di cattivo umore, è annoiata, è sporca, ha caldo, ha freddo, ha il nasino tappato, le prude l’alluce destro…… PIANGE!
E tu? Corri!
Il primo giorno che sono rimasta sola con la bambina, mi sono lavata la faccia e tolta la camicia da notte la sera verso le 19, quando mio marito è rientrato da lavoro. Ma la cosa che mi ha sconvolto di più, affascinante ma allo stesso tempo terribile, è stato scoprire che la mia bambina era sincronizzata col mio corpo: se lei piagnucolava, perché aveva fame, i capezzoli iniziavano a gocciolare! Pazzesco!
Poi, per un po’ di tempo, ti dimentichi il sapore del cibo: quel sant’uomo di mio marito mi lasciava le porzioni pronte di qualsiasi cosa ( si fa per dire! I primi tempi solo pollo, fettine di carne cucinate con un filo d’olio d’oliva, pesce lesso, frutta e quintali di finocchi) da riscaldarmi al microonde, ma ovviamente la mia piccola aspettava che il mio pasto fosse pronto per disperarsi nella sua culletta.
E prova tu a goderti un pasto col pargolo che starnazza e si dispera al tuo fianco!
La dieta ultra salutista è dovuta ai consigli del gruppo di preparazione al parto, i diktat sono: i bambini vanno rigorosamente allattati al seno per i primi 6 mesi almeno ( peccato che tu al quarto mese debba rientrare a lavoro), questo non avviene ad orari stabiliti, per almeno i primi due, tre mesi, ma a richiesta; se vuoi limitare le coliche devi seguire una dieta povera di zuccheri, ( quindi limitare i carboidrati) proteica, attenzione alle ministre di verdure. Manco a dirlo, niente alcool, niente bibite gassate, niente bevande nervine ( sgarravo la mattina col caffè, rigorosamente dopo aver allattato!), niente medicine. Niente tisane ai neonati per carità, anzi, il mio pediatra quando gli ho parlato di qualche tisana consigliata dalle amiche mi ha detto “signora, le prenda lei!”
Ammetto però che la mia piccola ha sofferto pochissimo di coliche!
Per la prima visita dal pediatra mi sono sentita più in ansia di quando ho dato Storia delle dottrine politiche!
Apriamo la parentesi “tira-latte”? Già perché per allattare la bimba quando rientri a lavoro, al quarto mese, come fai? Il meccanismo è lo stesso utilizzato nelle stalle per le vacche. Devi praticamente lavorare in camera sterile, attaccarti una ventosa micidiale al seno e accendere, (sorvolo sullo “stantuffo manuale”). Per riempire un biberon di latte ci vogliono all’incirca 90 minuti, è il tuo mundialito personale dal quale esci sempre sconfitta, sai perché? La bambina preferisce un morbido e caldo capezzolo alla tettarella di silicone con sottofondo di amuchina, e, una volta che hai scongelato il latte, riscaldato a temperatura corporea, se lei non lo vuole…. Lo devi buttare!
Potete anche introdurre una poppata di latte artificiale, ma che non lo scoprano il pediatra e le amiche, corri il rischio che il pargolo preferisca quello al tuo e se lo allatti al seno per meno di sei mesi sei una madre degenere!
Comunque una volta che ti riconosci nel tuo nuovo ruolo di madre, e non è facile, che la piccola prende i suoi ritmi, e non è immediato… la vita ha un nuovo spessore, colore, sapore!
Auguri mamme primipare.
E non sentitevi delle psicopatiche perché vi sembra di non poterne più: ogni volta che vi saltano i nervi perché è l’ennesima volta che provi andare in bagno ma la piccola piange non appena ti sei seduta su cesso, che tua madre ti dice che devi dormire quando dorme la piccola, ma tu non dormi a comando e, soprattutto, mentre lei dorme tu devi stendere, stirare, depilarti, lavarti….
Ma soprattutto cercate qualche amica vera, di quelle che non dispensano consigli ma che sanno starti accanto e rassicurarti sulla tua salute mentale!
COMMENTI
lun 14 dic 22:10
Molto commovente ritrovare emozioni simili dopo molti anni, sono ormai nonna!
Paola