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22 gen 2010

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Il gatto Casper
di Lazzaro Caffiero

Gatto CasperCasper il gattino che amava farsi un giretto in autobus nella città di Plymouth (nella contea del Devon) per poi rientrare a casa, è morto investito da una macchina venerdì scorso.
Il suo decesso ha profondamente addolorato gli abitanti della zona, tanto che hanno deciso di appendere un cartellino commemorativo alla fermata dell’autobus dove era solito salire a bordo ( chissà se la padrona aveva provveduto a dotarlo di biglietto ?).
La notizia veniva riportata l’altro giorno da un noto tg nazionale, lo stesso che ne aveva parlato tempo fa  tra le curiosità, tanto da renderlo subito simpatico al grande pubblico, non solo italiano anche perché il giornale inglese Guardian già ne scriveva . La notizia è di quelle strappa lacrime, magari un regista ispirato da questa storia, sta già pensando di farci un bel film commovente da proiettare poi su qualche nota catena cinematografica.
Eppure in questi stessi giorni dall’altra parte del mondo ad Haiti l’apocalisse scesa in Terra  ha portato morte e dolore tra tanti esseri umani, ed a pochi chilometri di distanza i turisti per aiutare quei popoli continuano assiduamente a frequentare i noti villaggi di vacanza di Santo Domingo per poi mandare un sms al costo di 2 euro una volta tornati in patria ed appresa la notizia! Anche noi in Italia ci siamo giustamente preoccupati di quei poveri “negri” ammassati nelle periferie di Rosarno ed abbiamo giustamente pensato di deportarli in massa, tanto il lavoro che facevano non serviva a nessuno e poi mica ci si ribella in quel modo scalmanato e selvaggio all’ndrangheta, siamo nel periodo dell’amore fraterno…  alle nostre porte mettiamo tutti il tappetino con scritto “benvenuti” o “welcome” e così anche all’ingresso delle nostre città. 
Va beh quello è un problema del sud sottosviluppato, basta girarsi dall’ altra parte quando si passa vicino ai campi dell’opulento nord o anche della nostra Capoterra, quei braccianti non esistono, e non esistono nemmeno quelle baracche dove vivono, “ io non frequento quelle zonacce”. Non esistono nemmeno quegli “ sporcaccioni” che dormono per strada che deturpano i nostri centri storici con quell’indecenza, e non dategli dei soldi che “ se li bevono” che “vadano a lavorare”, io non sono un essere umano come loro e non ho niente a che fare con loro.
Certo quell’automobilista che ha ucciso Casper avrebbe dovuto fermarsi e prestargli soccorso, chissà se adesso dormirà in pace con la propria coscienza, intanto alla fermata la targa commemorativa dice: «Casper ci mancherai. Eri amato da tutti, e rendevi più piacevole il tempo trascorso in autobus. Purtroppo sei stati investito, e l'autista non ha avuto neanche il buon gusto di fermarsi».

 

 

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