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24 dic 2009

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Tessere di Natale
di Lazzaro Caffiero

Berlusconi NataleIn questi giorni il nostro Presidente del Consiglio ha esortato tutti a regalare una tessera del suo partito(nell’accezione del termine) come regalo di Natale, visto che ormai questa festa antica dal significato religioso snaturato è diventata solo l’ennesimo business tanto vale approfittarne.
Il periodo è quello giusto, quello delle canzoncine smielate, del “volemose bene” , l’amore che si contrappone all’odio e tanti concetti cari al nostro Presidente, evidentemente ancora disturbato dal brutto colpo subito (in gergo medico si direbbe trauma cranico forse), tanto da non fargli più sputare fuoco contro gli avversari politici ma aprire una nuova stagione di amore fraterno dove tutti ci sentiamo coccolati come “bambini”, basta non contestare e non smettere di amare il proprio padre, pena l’esilio.
Purtroppo però nessuna voce si è alzata a far notare la stortura che c’è in questa frase. La tessera di un partito che si regala così come una cravatta,un cesto natalizio, un buono acquisto presso il negozio X (ultima moda dei regali), l’ennesima merce in una società dei consumi.
Aldilà delle note giuridiche che imporrebbero la firma e l’accettazione ad un partito (quisquiglie per chi ci ha abituato a ben altro), questo tentativo di crociata di Natale è un chiaro segno della società che si ha in mente, ed il fatto che non sia stato degno di attenzione è anche preoccupante per l’assuefazione che ormai si è creata.
Inutile soffermarsi nel ribadire che scegliere consapevolmente di far parte di un partito non possa non essere che una libera scelta dell’individuo nel dare democraticamente il proprio contributo di idee e tempo, inutile dire che ormai i partiti hanno perso molto del loro ruolo primario di collegamento tra società vera e istituzioni politiche, inutile dire che è sempre deprecabile qualsiasi strumentalizzazione delle tessere intese come favori, però è altrettanto vero che ormai le “vocazioni” sono sempre meno, non a caso proliferano sempre più le associazioni, i comitati, i girotondi ecc.,tentativi legittimi e forse anche precursori di nuove situazioni, dove chi vuole fare politica e si sente frustrato per quel che c’è intorno o forse non c’è, cerca di dare il proprio contributo.
Certo un invito come quella del nostro Presidente non aiuta a formarsi un’idea diversa di partito, ma non aiuta nemmeno che i partiti considerino le altre forme di politica becere,da limitare con forme coercitive, anzi con una maggiore lungimiranza politica esse costituiscono una risorsa di idee e partecipazione anche perché spesso accomunano sensibilità diverse che nei partiti tutt’al più costituiscono delle correnti antagoniste.
Caro presidente è venuto forse il tempo di anteporre a questa idea di “ultrà” della politica fatta da tanti proseliti acritici quella di persone adulte che decidono anche di “sporcarsi le mani” e prendere quindi una tessera di partito come libera scelta, auguri di una rapida guarigione La preferivamo prima, meno cinico.

 

 

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