Tre domande ai dirigenti del PD
di Lazzaro Caffiero
Vorrei porre alcune domande ai dirigenti del PD:
-vi sembra che un grande partito che ha la pretesa di unire anime diverse e guidare il centro sinistra Italiano, da sempre preda di svariate correnti, possa permettersi il lusso di farsi dettare l'agenda da un piccolo partito quale è l'UDC che gioca alle convenienze caso per caso?
-Non sarà che i dirigenti hanno perso quella capacità di sentire gli umori della gente comune, come tempo fa i loro predecessori facevano andando nei tram, nei mercati ed in tutti quei luoghi di vita semplice,vera?
-
Essendo stati gli unici nel panorama Italiano ad aver trasportato dall'America uno strumento unico di democrazia quali sono le primarie, ed essendo esse stesse la base di legittimazione dell'attuale classe dirigente come é possibile che adesso improvvisamente non vengono usate proprio nel momento in cui servirebbero?
In realtà non vorrei delle risposte a queste domande, ma dei fatti che mi dicano che mi sono sbagliato.
COMMENTI
gio 7 gen 18:56
Bersani:
" Berlusconi chiarisca se vuole le riforme per sé o per il paese. "
Personalmente una sola di domanda e a chi sarebbe preposto a dirigere un'opposizione:
Bersani, ma dopo i seguenti:
Lodo Schifani;
Lodo Alfano;
Soppressione delle intercettazioni telefoniche;
Segreto di Stato apposto alle indagini sui capi del Sismi;
Depenalizzazione del falso in bilancio;
Scudo Fiscale;
Processo breve;
Svendita dei beni provenienti da reati di mafia.
Ma di quali ulteriori chiarimenti hai bisogno ?
Anche il Tonino ormai ti definisce come " Quella fidanzata che non si decide mai a sposarsi ", dopo averti per di più intimato un'ultimatum che hai disatteso.
Qua non si tratta di " Dirigenti che hanno perso quella capacità di sentire gli umori della gente comune ".
In questo caso quella che emerge è la totale perdita del senso del ridicolo.
Lello Corti