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24 dic 2009

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Buon Natale
dalla Parrocchia di Frutti d'oro

Buon NataleGesù, l’uomo nel quale i cristiani riconoscono il Cristo, seconda persona della Trinità divina, nasce come un povero.
Il Cristo che prende carne e nasce e … vive, vive la vita come me. Dio è un bambino, Dio è un uomo.
Dio ha una madre umana l’uomo ha un figlio divino.
C’è nell’uomo un desiderio di pienezza e di vita, di felicità e di infinito, di verità e di bellezza, che va al di là delle contingenze religiose e culturali.
Questo bambino è la risposta all’anelito di pienezza di vita insito nel cuore di ogni persona, un invito ad accettare la sfida di gioire del senso profondo della vita.
La pienezza della vita è possibile, Dio in noi e con noi.
Questa Pienezza, effettiva fin dall’Inizio noi cristiani la chiamiamo Gesù il Cristo.
“Ecco l’Uomo in cui tutta la pienezza della divinità abita corporalmente”
“In ognuno di noi il figlio di Dio diventa uomo e il figlio dell’uomo diventa figlio di Dio”
Questa è la vocazione umana.
In tutti noi, Dio si fa uomo. Non più un Dio privilegio di eruditi, aristocratici, eletti, “credenti” o giusti e nemmeno di “saggi” o di un popolo; ma la salvezza, la realizzazione, la pienezza della vita è accessibile a tutti, incominciando da prostitute, samaritane, pubblicani, incirconcisi e soprattutto dal popolo semplice e povero.
Questo bambino nelle braccia della mamma mi dice anche che per nascere Dio ha bisogno di essere accolto, come una madre accoglie il figlio, non possiamo generarlo da soli.
Ogni concepimento ha bisogno di un grembo. Il grembo di Dio è il cuore dell’uomo oltre che la società umana e il mondo.
Per capire come preparare “il grembo di Dio” devo sicuramente guardare Maria di Nazareth ed imitare quel suo tipico atteggiamento femminile dell’essere disponibile, l’arte della fiducia, della tranquillità.
Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.
Speranza che non è nel futuro, ma nell’Invisibile.